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Geocentrismo osservativo: il punto di osservazione Condividi
La condizione dell'osservatore terrestre davanti al cielo
Argomenti della pagina
Termini da conoscere
Corpo celeste, Costellazione, Eclittica, Equatore, Equinozio, Galassia, Gravità, Latitudine, Longitudine, Massa, Orbita, Perielio, Planetesimo, Pianeta, Protopianeta, Protostella, Sfera celeste, Stella, Zodiaco
Il Geocentrismo Osservativo
Il termine geocentrismo ha carattere storico e, come sappiamo, errato, indicando una antica concezione secondo la quale tutti i corpi celesti ruotano intorno alla TerraHyperLink. Sappiamo ormai che la Terra è uno dei pianeti solari che ruotano intorno alla stella centrale, tuttavia dal punto di vista osservativo la Terra è al centro della sfera celeste e quindi si può ben parlare di geocentrismo osservativo: dal punto di vista di noi osservatori terrestri, tutto sembra essere intorno a noi.

Geocentrismo osservativoNel Sistema SolareHyperLink, il Sole è nel centro e la Terra occupa la terza orbita in ordine di distanza dalla stella. Per un osservatore che si trova sulla Terra, tuttavia, la situazione che si presenta è del tutto diversa poiché l'osservatore stesso proietta tutti i corpi celesti sulla sfera celeste, in direzione di come appaiono e del posto che occupano al momento lungo le orbite nel Sistema Solare. Dal punto di vista di un osservatore terrestre, quindi, tutto il Sistema Solare e tutti i corpi celesti dell'universo ruotano intorno alla Terra.
Gli osservatori terrestri, quindi, si trovano al centro del cielo che possono osservare: si girano a destra e sinistra lungo la volta stellata ed ovunque possono scorgere corpi celesti. Da questo punto di vista, quindi, si può dire che la Terra si trova al centro dell'universo intero.

Il geocentrismo osservativo indica la posizione centrale dell'osservatore terrestre rispetto alla volta celeste osservabile.

Nulla a che vedere, quindi, con la posizione effettiva del nostro pianeta all'interno dell'universo, dal momento che ora sappiamo bene di occupare uno dei tanti insignificanti posti dell'universo stessoHyperLink.
Per capire i movimenti del cielo, quindi, occorre dapprima conoscere il nostro luogo di osservazione: soltanto così potremo capire come mai alcuni punti lumnosi appaiono sempre nelle stesse stagioni mentre altri si spostano più velocemente. Solo così potremo capire come mai il cielo sembra scorrerci sopra le teste, come mai a volte il Sole si oscura o la Luna scompare. Potremo capire in questo modo come mai la stessa Luna ci appare ogni sera così diversa per aspetto e per posizione.

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Le coordinate terrestri
La Terra non è una sfera perfetta ma somiglia leggermente ad una peraHyperLink, sebbene solitamente si tende ad approssimare il tutto parlando di schiacciamento ai poli.
Spesso si utilizza la Terra intera come punto di osservazione: sarebbe sciocco dire che Proxima Centauri si trova a 4 anni luce da New York anziché da Roma. Quando le distanze diventano cosmiche vengono espresse in relazione alla Terra intera.
Tuttavia, dal punto di vista della meccanica celeste i diversi punti sulla Terra portano a situazione differenti in base al tempo, e proprio per questo occorre dapprima saper capire come individuare un punto sulla Terra.
Per indicare la propria posizione sulla superficie, terrestre o oceanica che sia, occorre definire un sistema di coordinate che sia valido e riconosciuto da tutti in maniera univoca. A tal fine, la superficie terrestre si ipotizza solcata da righe verticali ed orizzontali, con una origine ed una direzione univoche, in modo che soltanto specificando due valori sia possibile capire dove ci si trova. E' il sistema utilizzato anche oggi dai sistemi GPS, alla base dei tom-tom che ormai ci guidano in giro per le strade del mondo.

L'asse del mondo (o asse terrestre) è una retta immaginaria passante per i due poli terrestri ed intorno alla quale la Terra gira.

Finora, quindi, abbiamo preso la Terra e le abbiamo "infilato" una retta passante per i poli.
Possiamo ora costruire un cerchio intorno a questa retta, e farlo passare nel punto più largo della Terra stessa:

L'equatore è la linea secondo la quale il piano contenente il centro di massa della Terra (e di un astro in rotazione in generale) , perpendicolare all'asse di rotazione, taglia la superficie dell'astro stesso.

Sebbene siano parole un po' difficili, l'equatore altro non è se non il cerchio che taglia la Terra in orizzontale, nel punto in cui la Terra stessa raggiunge la massima dimensione in diametro.
L'equatore suddivide l'emisfero boreale (quello in cui viviamo, posto sopra l'equatore) dall'emisfero australe, posto sotto l'equatore.
Parallelamente ad esso, sia salendo verso il Polo Nord che scendendo verso il Polo Sud, si disegnano infiniti altri cerchi via via sempre più piccoli. Questi cerchi rappresentano i paralleli terrestri.

I paralleli terrestri sono, in pratica, i cerchi minori perpendicolari all'asse terrestre. Si dicono minori perché il cerchio maggiore corrisponde all'equatore.

Perpendicolarmente ai paralleli, si immaginano infiniti cerchi passanti per i poli terrestri: sono i meridiani terrestri.

Il meridiano terrestre è il luogo dei punti che hanno una stessa longitudine sulla superficie terrestre. 

Un qualsiasi punto sulla superficie terrestre è individuato quindi da due valori: uno che esprime uno dei meridiani e l'altro che esprime uno dei paralleli.

Coorinate terrestriLa misura dei meridiani si esprime con la longitudine. La longitudine è la misura del pezzetto di equatore che separa la proiezione del punto sull'equatore da un meridiano preso come riferimento di base. Per motivi storici, il meridiano di base è quello passante per il vecchio osservatorio di Greenwich. La longitudine si misura in gradi, da 0° a 180°, specificando l'orientamento rispetto a Greenwich. Si avranno, quindi, longitudini di 127° 43' 26'' E e longitudini di 98° 33' 12'' W. Detto in maniera un po' barbara, la longitudine indica di quanto un punto si trova a destra o sinistra rispetto a Greenwich, per questo si tratta di una distanza da misurare sul parallelo. Si prende il punto terrestre da misurare, se ne traccia una retta fino a riportarlo sull'equatore e poi si misura la distanza, lungo l'equatore, dall'intersezione tra equatore e meridiano di Greenwich.
La misura dei paralleli si effettua in maniera opposta, attraverso la latitudine. La latitudine è la misura del pezzetto di meridiano che separa verticalmente il punto dall'equatore. La latitudine si esprime in gradi, da 0° a 90°. Ovviamente, un punto con latitudine 0° si trova sull'equatore (la distanza verticale dall'equatore è infatti 0), mentre un punto che ha latitudine pari a 90° si trova al Polo. Anche in questo caso, si specifica la direzione in modo che +90° (oppure 90°N) è il Polo Nord mentre -90° (oppure 90°S) è il Polo Sud.
Un punto, quindi, viene rintracciato tramite la distanza verticale dall'equatore e la distanza orizzontale da Greenwich.

Il punto in esame è il rombo rosso nella figura precedente. Proiettando il punto sull'equatore (retta rossa verticale) si può calcolare la distanza del punto rispetto all'intersezione tra il meridiano di Greenwich con l'equatore. La retta rossa orizzontale più marcata è, quindi, la longitudine del punto. Allo stesso modo, proiettando il punto sul meridiano di Greenwich (linea rossa scura orizzontale) possiamo calcolare la differenza tra il punto trovato rispetto all'equatore (linea rossa piena verticale). Questa misura è la latitudine del punto.

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A cura di
Stefano Capretti
Ultima modifica: 27/08/2010 Il sito è stato visitato 414169  volte
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