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Guida all'osservazione del Sole: i cicli solari, le eclissi
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L'osservazione del Sole |
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L'Attività Solare |
L'attività solare è data in maniera grossolana dal numero di macchie che appaiono sul disco della nostra stella. Spesso le
previsioni riguardanti l'attività solare sono state sbagliate:
già il ciclo del 1959-1960, ad esempio, era stato previsto molto tranquillo ed invece rappresentò il più intenso registrato ad oggi. Era il 19° ciclo e portò un gran
numero di macchie e tempeste solari. Il prossimo ciclo, quello che stiamo per vivere,
è il ventiquattresimo.
Non è banale il ciclo solare nella nostra vita di tutti i giorni, soprattutto con
l'avvento delle tecnologie di comunicazione satellitari. Il vento solare,
infatti,
ha una influenza notevole sul funzionamento dei satelliti, sui sistemi energetici
e su molti settori della nostra moderna società.
Il quadratino che vedete su ogni pagina, sulla destra, chiamato "Il Sole in
diretta da SOHO" dovrebbe richiamare ogni giorno la vostra attenzione.
Date sempre una occhiata al nostro Sole .
I CICLI SOLARI ED IL NUMERO DI WOLF
Un ciclo solare è il motore che si trova alla base dei fenomeni
solari quali macchie e tempeste magnetiche, ma anche brillamenti solari, espulsioni
di massa coronale e frequenza delle aurore sulla Terra.
Si
manifesta,
quindi, sottoforma di vere e proprie macchie solari, più scure
rispetto al resto del disco, che vanno e
vengono con periodi medi di undici anni:
in undici anni, in pratica, la presenza di macchie sulla superficie solare passa
da un minimo ad un massimo fino ad un nuovo minimo. Un
ciclo solare, in pratica, è il tempo intercorrente tra due minimi
di attività solare. Undici anni, si è detto, è un
tempo medio, visto che storicamente si è passati dai dieci anni fino ai dodici.
La regolarità nel comportamento delle macchie venne messa in risalto dal tedesco
Heinrich Schwabe. Durante i massimi c'era una intensa presenza
di macchie mentre la polarità del campo magnetico solare si indeboliva, in concomitanza
con una maggior violenza del vento solare.
I minimi erano invece caratterizzati da un vento solare costante e tranquillo, nessuna
macchia solare per intere settimane e un campo magnetico stabile:
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Vento solare |
Macchie solari |
Campo magnetico |
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Massimo |
Violente fluttuazioni |
Tante |
Polarizzazione ridotta |
|
Minimo |
Tranquillo e costante |
Nessuna |
Stabile |
Ora, chiaramente Schwabe non aveva i mezzi per misurare tutto questo,
anche perché era un farmacista con la passione dell'astronomia. Ma a 43 anni si
incuriosì del Sole e notò un massimo di macchie dal 1827 al 1830, con un successivo
minimo nel 1833 ed un nuovo massimo nel 1837. Il tedesco allora si sbilanciò, prevedendo
un nuovo massimo per il 1848. Il successo della previsione fece accostare a questo
tipo di studio gli astronomi del tempo, che individuarono quindi con più accuratezza
la durata del periodo.
Verso la metà dello stesso secolo (Ottocento), lo svizzero Rudolf Wolf
determinò una formula per calcolare l'intensità
dell'attività. La misura è espressa in Numero di Wolf e si basa
sul fatto che le macchie appaiono spesso organizzate in gruppi.
In pratica, il Numero di Wolf si ottiene moltiplicando per 10 il
numero di gruppi di macchie presenti, aggiungendo poi il numero di macchie presenti
in ciascuno dei gruppi stessi. Vengono in seguito introdotti calcoli per eliminare
dal calcolo le differenze dovute alle prestazioni degli strumenti utilizzati dai
diversi osservatori.
STORIA DELL'ATTIVITA' SOLARE
I
dati riguardanti le attività solari partono più o meno dal 1600. Potrebbe sembrare
una discrepanza il fatto che soltanto nelle metà dell'Ottocento si scoprirono i cicli, ma non lo
è. Se non ci fossero stati i dati, infatti, non sarebbe stato possibile estrarre
una regola!
La regolarità degli undici anni, come detto, è data soltanto da un valore medio
poiché il Sole non è così preciso in termini di minimi e di massimi.
Galileo Galilei ebbe appena il tempo di scoprirle al telescopio
nel 1609, visto che subito dopo il Sole non presentò alcuna macchia per ben 70 anni,
dal 1645 al 1715 in quello che è noto come Minimo di Maunder. Durante
questo periodo si ebbe anche una piccola "era glaciale" sulla Terra, caratterizzata
da temperature basse, raccolti andati a male e carestie. Altro minimo famoso è il
Minimo di Danton, a cavallo tra il 1800, di una durata di una quarantina
di anni.
Molti vedono legami tra l'attività solare ed il clima terrestre. In realtà qualche
legame sembra esistere: si potrebbe pensare che in presenza di un maggior numero
di macchie il Sole emetta meno radiazioni, visto che le macchie - scure - sono più
fredde e comunque rappresentano un buco della zona radiativa solare. Invece non
è così: più macchie portano a radiazioni maggiori.Intorno alle macchie,
infatti, ci sono le faculae: regioni brillanti in grado di aumentare
la radiazione solare. I dati precedenti al 1600 sono soltanto dedotti a partire
da questa assunzione che lega temperature e attività solare. Così, studiando l'andamento
delle temperature nel tempo ed altri fattori come i cerchi di accrescimento degli
alberi o il nucleo dei ghiacci, si è giunti a ipotizzare che un altro minimo di
notevole lunghezza sia stato raggiunto intorno al 1550, con una
lunghezza addirittura di 150 anni.
Tra il 1100 ed il 1300, invece, dovrebbe essersi verificata una
intensa attività solare. Dati alla mano, il Sole dovrebbe aver trascorso un settimo
della sua vita in stato di assoluta quiete, quindi non è raro che attraversi una
fase di minima attività.
Prendendo a riferimento i singoli anni di minimo, e contando i giorni in cui il
Sole non ha presentato macchie rispetto ai giorni totali dell'anno, si risale al
1913 con una assenza di macchie estesa a 311 giorni su 365 (85% circa). Nel 2008
i giorni privi di macchie sono stati 266 (73%) mentre la proiezione del 2009, con
i dati fermi a maggio, sono si 299 giorni senza macchie. Basti pensare che sui 140
giorni del 2009 fino a maggio, ben 115 sono stati privi di macchie.
IL 24° CICLO SOLARE
Le previsioni per il 24° ciclo solare sono state più volte riviste, con l'istituzione
addirittura di un Cominato per la previsione da parte della National Oceanic and
Atmospheric Administration (NOAA). Gli esperti, tuttavia, hanno portato
a due previsioni nettamente in contrasto tra di loro, nel 2007.
Da una parte c'è la previsione di un picco intenso alla fine del 2011,
dall'altra la previsione di un picco moderato intorno alla metà del 2012.
Tutte e due le previsioni sono state diramate, a testimonianza del fatto che sappiamo
ben poco dei meccanismi solari, dei cicli e delle loro cause. Del resto lo studio
scientifico del Sole è iniziato soltanto con l'era spaziale e prima di allora, soltanto
cinquant'anni fa, la nostra stella era abbastanza trascurata dagli astronomi.
Le linee rosse del grafico posto di fianco rappresentano le due distinte previsioni dei due gruppi di scienziati
del NOAA, ed evidenziano proprio gli andamenti delle previsioni. Un picco più alto
e ristretto nel 2011
per il primo gruppo, un picco più basso e largo, con punta
al 2012,
per il secondo gruppo.
Tutti
e due i gruppi di scienziati che hanno portato a teorie diverse, tuttavia, hanno
qualcosa in comune: hanno già sbagliato. Infatti, si attendevano un minimo nel
2008 ed una risalita immediata, che invece non c'è stata. La prima
parte del 2009 è stata anche minore rispetto al 2008. Un minimo "tipico" fa registrare
in media un'assenza di macchie di 485 giorni, mentre al 20 maggio il ciclo attuale
ha già raggiunto le 626 giornate senza macchie. Il grafico di fianco mostra in rosso,
con valori sull'asse delle ordinate di sinistra, il numero di Wolf nei vari anni
mentre in blu, con valori a destra, il numero di giorni senza macchie solari.
Ci sono altri fattori che destano motivi di curiosità: l'irradianza del Sole
è stata inferiore a quella degli altri minimi, sebbene soltanto delo 0,1%. Il dato
è strano perchè si suppone che il Sole non debba indebolirsi o aumentare di luminosità
in questo modo. Anche il campo magnetico solare è andato diminuendo
nel corso degli ultimi tre minimi, da quello del 1985-86 a quello del 1996-97 con
un calo del 20% a quello del 1996-97 con un calo aggiuntivo del 45%.
Anche il vento solare ha un comportamento anomalo: la sua velocità
è scesa del 3% in venti anni mentre la temperatura è scesa del 13%, con una densità
diminuita del 20%. L'eliosfera
si sta quindi rimpicciolendo, visto che
il vento solare esercita meno pressione sul mezzo interstellare. Un maggior numero
di raggi cosmici sta quindi entrando nel Sistema Solare.
Ad oggi c'è comunque fiducia nella riattivazione solare, sebbene con poche macchie.
Molti studiosi sembrano aver rivelato internamente al Sole la presenza di flussi
simili a quelli che hanno sempre scatenato l'attività solare.
Una stima ad oggi delle previsioni effettuate nel 2007 vede prevalere la seconda teoria,
ma non nei tempi indicati all'epoca. Il minimo stimato a metà 2008 si è avuto a dicembre 2008,
e così anche il massimo - che sarà comunque di modesta entità - sarà spostato nel
tempo di circa nove mesi, fino a maggio 2013.
Mesi fa la NASA aveva parlato di probabili problemi nelle comunicazioni satellitari
dovute a forti emissioni da parte del Sole nel 2012, cosa che dai soliti ciarlatani
era stata fatta risalire alla fine del mondo "prevista" per lo stesso anno. Ad oggi
tutto sembra aver scongiurato anche questa difficoltà nei mezzi di comunicazione,
però - anche se questo ciclo avrà finalmente il suo avvio - ci si chiede cosa accadrà
con il venticinquesimo ciclo solare.
A quel punto, sono già in molti ad aspettarsi un minimo simile a quello di Maunder.
Il calo di temperatura magari sarà tale da compensare i disastri umani che hanno
portato al surriscaldamento globale, ma fino a che non capiremo meglio come funziona
il nostro Sole, le previsioni saranno sempre, più o meno, drasticamente sbagliate.
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