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Configurazioni celesti Condividi
Eclissi, congiunzioni, occultazioni, opposizioni e transiti.
Argomenti della pagina
Termini da conoscere
Anelli planetari, Apogeo, Ascensione Retta, Asteroide, Atmosfera, Corpo celeste, Costellazione, Declinazione, Eclittica, Elongazione, Equatore, Equinozio, Esopianeta, Latitudine, Longitudine, Massa, Novilunio, Orbita, Orizzonte, Perigeo, Pianeta, Pianeta nano, Plenilunio, Rivoluzione, Rotazione, Satellite, Stella, Zodiaco
Congiunzioni

Una congiunzione è una configurazione celeste che si verifica quando due o più astri vengono ad avere declinazione ed ascensione retta tali che, visti dal centro della Terra, possono essere osservati all'interno di uno stesso campo visivo.

CongiunzioneIn termini pratici vuol dire che due corpi sono tra loro molto vicini, tali da essere visti insieme in uno strumento a campo largo come può essere un binocolo.
Di esempi ce ne sono davvero tanti e sono legati alla normale rivoluzione dei pianeti lungo le proprie orbite, dei satelliti e di altri corpi celesti come gli asteroidi.

L'esempio più ricorrente si ha nelle serate di novilunio, quando la Luna è in  allineamento tra Terra e Sole ed i raggi della nostra stella colpiscono soltanto il lato a noi oscuro della Luna, lasciandoci un lato visibile completamente buio ed invisibile. In tal caso, viene facile parlare di Luna Nuova ma alla base della "sparizione" della Luna c'è il fatto che il nostro satellite è in congiunzione eliaca (con il Sole), quindi sorge e tramonta insieme al Sole. Se il Sole non fosse così abbagliante vedremmo tutti e due gli astri, ma visto che, sebbene la Luna sia molto brillante, il Sole lo è molto di più (soprattutto perché la faccia a noi rivolta della Luna non viene colpita dai suoi raggi), allora la Luna è invisibileHyperLink.

Le congiunzioni, data la relativa fissità degli altri corpi celesti lontani, sono legate alle posizioni che durante l'anno i pianeti e la Luna raggiungono tra loro ed in relazione agli altri corpi lontani. Così, gli avvicinamenti dei pianeti al Sole vanno sotto il nome di congiunzioni eliache e determinano l'inosservabilità dei pianeti stessi, eccezion fatta per quelle inclinazioni che comportano dei transiti dei pianeti interni sul disco solare.

Congiunzione strettaIn altri termini, due corpi sono in congiunzione quando rispetto alla Terra si trovano nella stessa direzione. Nella maggior parte dei casi, gli eventi serali si presentano come congiunzioni più o meno larghe, dove i corpi sono relativamente vicini, staccati di un paio di gradi celesti.
Il punto di congiunzione piena, invece, si ha con il perfetto allineamento tra i due corpi come evidenziato nella figura di lato, dove il pianeta Mercurio è perfettamente allineato con il Sole.
Per i pianeti interniHyperLink (Mercurio e Venere) esistono due tipologie di congiunzione eliaca: se il pianeta si trova alle spalle del Sole rispetto alla Terra si parla di congiunzione superiore, mentre se il pianeta si trova tra Sole e Terra si parla di congiunzione inferioreHyperLink.

Congiunzioni planetarie si avranno bene o male tutti i mesi. Nel 2002, il 15 maggio, si è verificata una grande congiunzione tra Luna, Marte, Giove, Venere, Saturno e, poco più spostato, Mercurio. Una simile configurazione si verificherà di nuovo intorno al 2060, nell'orizzonte est poco prima dell'alba nella costellazione del Toro. La congiunzione riguarderà Mercurio, Venere, Marte, Giove, Saturno e Nettuno, visibile alle ore 5:30 del 2 luglio del 2060.
Il fatto che le congiunzioni finora portate ad esempio riguardino pianeti, Sole e Luna non deve trarre in inganno. Anche i corpi celesti più lontani regalano ogni sera o quasi congiunzioni con i corpi del Sistema Solare. E' logico che due corpi di cielo profondo non potranno mai andare in congiunzione tra loro visto che si muovono in tempi che richiedono miliardi di anni, ma i corpi del sistema solare possono andare in congiunzione con gli oggetti del profondo cielo. Ogni anno la Luna capita spesso dalle parti di M45HyperLink, ad esempio, regalando bellissime congiunzioni con le Pleiadi. Anche stelle come Regolo, Spica, AntaresHyperLink e tante altre possono regalare bellissime configurazioni con la Luna.

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Opposizioni
Le opposizioni sono l'esatto contrario delle congiunzioni e sono possibili soltanto per quei corpi celesti che si trovano in orbite più esterne rispetto a quella terrestreHyperLink.

Una opposizione è la configurazione celeste presentata da due astri il cui scarto angolare in ascensione retta o lungo l'eclittica è pari a 180°

OpposizioneL'elongazione di un astro da un altro è quindi di 180°, in modo che rispetto ad un punto centrale i due astri occupano due punti opposti nel cielo. In pratica, ai nostri fini osservativi, si ha una opposizione quando, rispetto alla Terra, un corpo celeste viene a trovarsi nella posizione opposta del Sole, in modo che i raggi solari riescano ad illuminarne tutta la faccia a noi rivolta. Con riferimento al Sole si parla di opposizione eliaca. Quando un corpo celeste è in opposizione al Sole, quindi, si ha una elongazione pari a 180° dal Sole, il che significa che il corpo celeste passa in meridiano esattamente 12 ore dopo il passaggio del Sole. Si tratta dei momenti migliori per osservare un corpo celeste, dal momento che sarà il momento in cui la sua illuminazione è massima.
Non tutte le opposizioni tuttavia sono uguali, dal momento che dipendono soprattutto dalla lontananza del corpo dalla Terra: le opposizioni coincidenti con il punto di perigeo del corpo celeste sono dette grandi opposizioni e sono abbastanza rare. Quando il corpo in opposizione è lontano dalla Terra, invece, si parla di piccola opposizione. Le opposizioni estive sono più basse sull'orizzonte di quelle invernali ed il motivo è facilmente intuibile. In estate l'eclittica è molto alta in cielo durante il giorno, dal momento che il Sole raggiunge le sue altezze massime. Di conseguenza, la notte l'eclittica raggiunge altezze minori e, dal momento che tutti i pianeti percorrono l'eclittica o perlomeno la fascia zodiacale, non riusciranno mai ad alzarsi più di tanto dall'orizzonte.

Il tempo che intercorre tra due opposizioni di un pianeta viene definito periodo sinodicoHyperLink del pianeta stesso. Il discorso, tuttavia, viene spesso relegato ai soli pianeti mentre tutti i corpi celesti del Sistema Solare esterno possono trovarsi in opposizione al Sole, come gli asteroidi ed i nanopianeti.

L'opposizione più famosa è quella della Luna ed è anche quella che ci fa capire meglio il tutto, visto che possiamo vederlo ogni mese con i nostri occhi. Il giorno in cui la Luna è in opposizione al Sole i due astri si trovano nei lati opposti del nostro cielo, e questo è verificabile perché al tramontare del Sole ad ovest sorge la Luna ad est. Si tratta del periodo di migliore osservabilità della Luna poiché i raggi del Sole la illuminano in pieno dal nostro punto di vista: la Luna Piena altro non è se non la Luna in opposizione eliacaHyperLink.

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Transiti

Il transito è il passaggio di un corpo sul disco di un altro corpo celeste.

Il transito, quindi, si manifesta come una occultazione parziale tramite la quale il disco del primo corpo celeste, più piccolo prospetticamente, viene a nascondere una parte del disco del corpo celeste posto dietro rispetto alla linea di osservazione.
Ovviamente, quindi, il transito dipende da un determinato punto di vista, che solitamente è l'osservatore terrestre ma soltanto perché è da qui che l'uomo osserva. La sonda Huygens, ad esempio, è riuscita a riprendere il transito della Terra sul Sole, con punto di osservazione Saturno.

I transiti che possono essere osservati dalla Terra riguardano i pianeti Mercurio e VenereHyperLink sul disco del Sole, per quanto riguarda i pianeti interni. Anche la Luna può andare in transito sul disco solare, ma in tal caso siamo soliti parlare di eclisse parziale. Proprio a testimoniare la relatività del punto di osservazione, ciò che per un terrestre è una eclisse di Luna per un eventuale abitante lunare sarebbe un transito della Terra sul disco solare.
All'interno del Sistema Solare, in pratica, si possono avere diversi transiti in base al punto di osservazione:

Punto di osservazione Corpi in transito solare
Venere Mercurio
Terra Mercurio - Venere - Luna
Marte Mercurio - Venere - Terra - Deimos - Fobos
Giove Mercurio - Venere - Terra - Marte e satelliti propri
Saturno Mercurio - Venere - Terra - Marte - Giove e satelliti propri
Urano Mercurio - Venere - Terra - Marte - Giove - Saturno e satelliti propri
Nettuno Mercurio - Venere - Terra - Marte - Giove -Saturno - Urano e satelliti propri

Per i pianeti esterni, invece, non si può di certo osservare un transito sul disco del Sole, ma si possono osservare i transiti dei satelliti sui dischi dei loro pianeti. Famosi sono, infatti, i transiti dei satelliti galileiani sul disco di Giove ma anche quelli dei satelliti di Saturno sul disco del Signore degli Anelli.

In pratica si può vedere un transito come se fosse una occultazione molto parziale, visto che solitamente il corpo che transita è nettamente inferiore per dimensione al corpo che si trova dietro. Se il corpo celeste che passa davanti fosse più grande prospetticamente del corpo posto dietro, quest'ultimo sarebbe nascosto e si parlerebbe di occultazione. Una cosa certa è che un transito si ottiene nel momento in cui i due corpi sono allineati, quindi requisito essenziale di un transito sono la congiunzione tra i due corpi e la stessa declinazione.

I transiti rivestono un ruolo molto importante nella scoperta di nuovi pianeti extra-solari che, passando davanti alla propria stella, ne determinano un tenue calo di luminositàHyperLink.
Il transito di un corpo sul disco di un altro dipende da fattori orbitali quali l'inclinazione dell'orbita stessa, la sua eccentricità ed il periodo di rivoluzione del corpo in transito.

Un transito è caratterizzato da quattro fasi ben distinte:

Fasi dei transiti1. Primo contatto:, si ha quando il disco del corpo posto avanti tocca visivamente il disco del corpo posto dietro;
2. Secondo contatto: si ha quando il disco del corpo posto avanti tocca visivamente il disco interno del corpo posto dietro. In pratica in questo momento il corpo è completamente all'interno del disco sottostante;
3. Terzo contatto: il disco del corpo avanti tocca il bordo interno del disco sottostante in fase di uscita, quindi da questo momento in poi una parte sempre maggiore del disco del corpo in transito uscirà dal disco del corpo transitato;
4. Quarto contatto: il disco del corpo avanti tocca il bordo esterno del disco sottostante in uscita, quindi da questo momento in poi non ci sarà più alcun contatto tra i due dischi.

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Occultazioni

Le occultazioni sono fenomeni prospettici di scomparsa di un astro dietro un altro di dimensione apparente maggiore. Precisamente, l'occultazione è l'oscuramento di un corpo celeste da parte di un altro di maggiore diametro apparente: in modo speciale è il passaggio della Luna davanti ad una stella o ad un pianeta, oppure la scomparsa di un satellite dietro il disco del suo primario. Se la principale sorgente di illuminazione di un corpo riflettente è interrotta dall'occultazione, il fenomeno è chiamato eclisse. L'occultazione del Sole da parte della Luna è una eclisse solare (testo normativo Explanatory Supplement to the Astronomical Almanac).

In realtà il corpo che occulta è quasi sempre più piccolo di quello occultato, ma apparentemente il suo disco è maggiore poiché più vicino all'osservatore. In questo modo è possibile che la Luna, nettamente più piccola di Giove, possa occultare il gigantesco pianeta gassoso. 
Quindi l'occultazione si distingue dall'eclisse per la natura riflettente del corpo nascosto ma non solo. Data la lontananza, i raggi di luce provenienti dalle stelle sono paralleli tra loro, il che rende l'ombra lunare cilindrica e non più conica come accade durante le eclissi. Ciò rende inesistente anche la penombra della Luna. L'ombra lunare prodotta dalla luce della stella retrostante è ampia quanto la Luna stessa, e quindi qualunque occultazione non può essere osservata da tutti i luoghi terrestri ma soltanto dai luoghi in cui la luce stellare è perpendicolare alla posizione lunare.
Contrariamente, l'occultazione si distingue dal transito per la dimensione apparente dei corpi in gioco: l'occultazione determina la scomparsa del corpo posto dietro mentre nel transito il corpo avanti è nettamente più piccolo e non riesce a far sparire il corpo retrostante.

OccultazioneLe occultazioni più frequenti sono quelle lunari, dovutamente al fatto che il suo disco è molto ampio rispetto al disco degli altri corpi celesti eccettuato quello solare. Anzi, ogni notte la Luna occulta qualcosa anche se le occultazioni di maggior effetto sono quelle riguardanti gli oggetti più noti, soprattutto i pianeti.
Studiare le occultazioni lunari può fornire molte informazioni riguardanti la conformazione superficiale lunare, la natura delle stelle che vengono occultate e l'orbita lunare stessa.
Un altro esempio, non riguardante il nostro satellite, è la scoperta degli anelli di Urano, resa possibile proprio dall'occultazione di una stella (SAO 158687) da parte del pianeta. In prossimita degli anelli, infatti, la stella occultata variava la sua luminosità.
L'assenza di una atmosfera lunare fa sì che i corpi occultati dal nostro satellite siano visibili nitidamente fino al momento in cui scompaiono dietro al disco. Eventuali brillamenti sono dovuti essenzialmente alla forma della superficie lunare, per la quale una stella può venire occultata da una montagna e poi brillare in una valle prima di sparire dietro al disco lunare. Solitamente, comunque, il passaggio dalla visibilità all'occultazione è netto.

Le occultazioni, come ogni forma di congiunzione, sono un aspetto molto importante dal punto di vista osservativo, soprattutto per chi inizia. Sapere che la Luna andrà a coprire delle stelle o altri corpi è un modo preciso per imparare a capire dove sono questi corpi. Il disco lunare è la cosa più evidente del cielo notturno, quindi sapere - ad esempio - che alle 22:45 andrà ad occultare le Pleiadi fornisce una precisa indicazione riguardo la posizione delle Pleiadi. Un altro giorno, anche se non ci sarà la Luna in quella zona di cielo, sapremo che ci sono le Pleiadi, e che quindi lì c'è il Toro con tutte le sue bellezze.

Le occultazioni, tuttavia, sono fondamentali per molti altri aspetti dal momento che consentono la misurazione precisa delle orbite dei corpi occultati, la determinazione della forma dei corpi stessi (soprattutto nel caso di occultazioni di asteroidi), la misura dei diametri stellari e la scoperta di stelle doppie spettroscopiche. Altri importantissimi fattori possono essere scoperti nell'atmosfera del corpo occultante: il passaggio di un pianeta davanti ad una stella determina prima un abbassamento di luminosità della stella in rapporto all'atmosfera planetaria. Inoltre, la modifica spettrale della luce stellare filtrata dall'atmosfera planetaria fornisce utili indicazioni riguardanti la composizione chimica dell'atmosfera stessa.

Di occultazioni ce ne sono ogni notte: la Luna che occulta le stelle, occultazioni planetarie (più rare) ed occultazioni satellitari da parte dei pianeti stessi (molto frequenti), occultazioni asteroidali. 

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Eclissi

L'eclisse è un evento celeste per il quale un corpo celeste viene a posizionarsi tra una sorgente di luce ed un altro corpo celeste, in modo tale che il secondo entri nel cono d'ombra proiettato dal primo.

I casi più normali e famosi riguardano le eclissi di Luna e Sole, anche se ne esistono anche altre minori nel Sistema Solare, come le ombre proiettate dai satelliti di Giove e Saturno sul disco del loro pianeta.

L'orbita lunare è inclinata rispetto all'eclittica di circa 5° 8'. Se l'orbita lunare non fosse inclinata rispetto all'eclittica, si avrebbe una eclisse di Luna ad ogni plenilunio ma dal momento che, invece, è inclinata di circa 6 gradi rispetto al moto apparente del Sole ne segue che l'eclisse di Luna non è così facile. In tutti si verificano 4-5 casi di eclisse (tra Sole e Luna) ogni anno. Teoricamente ne possono capitare da 4 a 7, come limiti minimo e massimo.

Si chiamano nodi i punti di intersezione tra il piano orbitale lunare intorno alla Luna ed il piano orbitale terrestre intorno al Sole. Quando la Luna effettua il passaggio al nodo durante il plenilunio viene a trovarsi perfettamente allineata a Sole e Terra in una posizione esterna e si verifica una eclisse di Luna. Se la Luna passa al nodo nella fase di novilunio, invece, sarà allineata perfettamente e posta tra Sole e Terra dando vita ad una eclisse di Sole.

ECLISSE DI LUNA

Eclisse di Luna

La Terra, come ogni corpo dotato di massa esposto ai raggi solari, genera un'ombra ed essendo un corpo sferico genera un cono d'ombra che si estende in direzione opposta alla provenienza dei raggi solari per circa 216 raggi terrestri.

Eclisse totale di LunaSi verifica una eclisse di Luna quando il nostro satellite entra in questo cono d'ombra, passando al nodo in plenilunio. Ne segue, quindi, che l'eclissi di Luna è possibile soltanto nelle fasi vicine alla Luna Piena, quando il nostro satellite è in opposizione al Sole e dietro la Terra.
Inoltre, quando capita, non è detto che tutto il disco lunare sia investito dal cono d'ombra, potendo riguardare soltanto una sua parte.

Eclisse totale di LunaSi parla, quindi, di eclisse totale quando tutta la Luna appare coperta dal cono d'ombra terrestre, oppure di eclisse parziale quando soltanto una sua parte risulta oscurata in conseguenza del fatto che al momento del plenilunio la Luna è vicina al nodo ma non al punto preciso di intersezione tra la sua orbita e quella terrestre. L'eclisse totale non consiste comunque in una sparizione nel nulla della Luna, ma in un aspetto che tende al rossiccio, facendo parlare in tal modo di Luna Rossa.

L'atmosfera terrestre, infatti, assorbe maggiormente i raggi blu, mentre quelli rossi vengono riflessi sul disco lunare (chiaro di Terra). Il grado di visibilità si esprime con la scala di Danjon:
0 = eclisse molto scura, con Luna quasi invisibile;
1 = eclisse bruna, i dettagli della Luna sono difficili da vedere;
2 = eclisse ruggine, con zona centrale scura e disco esterno chiaro;
3 = eclisse rosso mattone, ombra racchiusa da una cornice molto chiara;
4 = eclisse rosso rame, con zona esterna tendente al blu, molto luminosa.
La gradazione di colore dipende dalla lontananza della Luna dalla Terra al momento dell'eclisse e dal tipo di passaggio all'interno del cono d'ombra. Se la Luna è abbastanza vicina alla Terra, il suo disco è più piccolo rispetto alla parte superiore del tronco di cono d'ombra terrestre tagliato alla distanza Terra-Luna. In tal caso, la Luna può passare proprio al centro del disco di ombra, ed allora risulterà ovviamente più scura (0 o 1 della scala di Danjon) oppure può passare nel disco di ombra rasentandone il bordo, vicino cioè al disco di penombra. E' ovvio che in questo secondo caso la Luna sarà meno scura rispetto al primo caso.
Le eclissi di Luna sono visibili ovunque la Luna si presenti alta sull'orizzonte e può durare da pochi minuti ad un massimo di un'ora e tre quarti in base al passaggio che effettua all'interno della penombra e dell'ombra. Le fasi sono le seguenti:

Fasi di una eclisse di Luna1° Contatto: il disco lunare tocca esternamente il disco di penombra proiettato dalla Terra. L'eclisse ha inizio;
2° Contatto: il disco lunare tocca esternamente il disco di ombra proiettato dalla Terra. La fase può portare alla totalità dell'eclisse oppure può rimanere parziale qualora non tutto il disco lunare entri nel cono d'ombra terrestre;
3° Contato: il disco lunare tocca in uscita, esternamente, il disco d'ombra terrestre uscendone del tutto;
4° Contatto: il disco lunare abbandona anche il disco di penombra.







ECLISSE DI SOLE


Eclisse di Luna

L'eclisse di Sole, invece, si verifica quando la Luna viene a trovarsi tra il Sole e la Terra, con corrispondenza totale o parziale del suo piano orbitale con il piano dell'eclittica.
In tal caso, i raggi che dovrebbero giungere sulla Terra vengono bloccati dalla Luna con la conseguenza che la luce solare non incide come dovrebbe sulla superficie terrestre.
A differenza delle eclissi di Luna, le eclissi di Sole sono visibili in modo differente nei vari punti del globo ed è per questo che riuscire ad osservare una eclisse parziale di Sole è esperienza per pochi fortunati. Come curiosità: un tempo le eclissi di Sole erano viste come eventi portatori di sfortuna, e si pregava per il ritorno alla luminosità. Non è ancora passata questa paura: nel 2009 molte persone si sono ammassate nel Gange durante l'eclisse per depurarsi dagli effetti malefici, morendo.

Eclisse totaleLa Luna è molto più piccola del Sole, ma caso vuole che lo sia di circa 400 volte, mentre è circa 400 volte più vicina alla Terra rispetto al Sole. Questa casualità fa sì che a volte il disco lunare sia grande quasi esattamente quanto quello solare (dal punto di vista osservativo, ovviamente). La zona coperta dipende dalla vicinanza della Luna alla Terra nel momento dell'eclisse, che avviene sempre quando la Luna è in fase di congiunzione con il Sole, ovvero vicina al novilunio. Se la Luna è vicina alla Terra, il suo disco ci appare più grande e può riuscire a coprire tutto il Sole se la posizione sull'eclittica è favorevole, cioè se anche la Terra si trova prossima al suo punto di afelio. In tal caso l'eclisse di Sole è totale, visto che il cono d'ombra proiettato dal nostro satellite avrebbe il suo vertice oltre la superficie terrestre.

Eclisse anulareUn altro caso è dato da una Luna non troppo vicina alla Terra, o magari in perigeo, con la Terra vicina al Sole, magari prossima al perielio. In tal caso, la Luna non riesce a coprire tutto il disco solare ma ci si piazza in mezzo, lasciando i bordi del disco solare scoperti. Si parla in tal caso di eclisse anulare.



Eclisse parzialeSe la Luna non si trova precisamente in linea con l'eclittica, riesce a coprire soltanto una parte del Sole, che per il resto riesce a far giungere i suoi raggi sulla Terra. In tal caso si parla di eclisse parziale.

Il cono d'ombra ha un vertice massimo di circa 250 Km, quindi le zone in cui è possibile vedere una eclissi totale sono molto limitate. E' questo che rende rare le eclissi di Sole, che altrimenti sarebbero più numerose di quelle lunari di ben tre volte. La durata di una eclissi totale è di otto minuti all'equatore, contro i dieci-dodici minuti di una eclissi anulare.

SAROS: I CICLI DELLE ECLISSI

Un saros è un periodo di 18,03 anni (223 mesi sinodici, o ancora 18 anni 10 giorni ed 8 ore) al termine del quale si ripetono le stesse eclissi lunari e solari.

Durante un saros avvengono 29 eclissi di luna e 41 eclissi di sole. Il calcolo riesce ad essere preciso proprio perché Terra, Sole e Luna vengono a trovarsi negli stessi punti proprio ogni ciclo di Saros. I lievi cambiamenti che subiscono le posizioni fanno in modo che ciascuna sequenza dello stesso tipo termini dopo 1300 anni per dar vita ad una nuova sequenza.
Le medie parlano di eclissi solari in numero compreso tra due e cinque all'anno (solitamente due), e di eclissi lunari in numero compreso tra zero e tre (solitamente sempre due). Una eclisse totale di Sole è visibile dallo stesso punto in media ogni 360 anni.
Il Saros è un periodo di tempo, misurato in 18 anni 10 giorni e 8 ore, così nominato da Edmund Halley, lo scopritore della omonima cometa. Le eclissi si verificano soltanto quando Sole, Terra e Luna sono allineati, il che capita esclusivamente quando la Luna ed il Sole si trovano in prossimità dei nodi, ovvero dei punti nei quali l'orbita lunare intorno alla Terra attraversa l'eclittica. Questi nodi non sono sempre uguali, visto che non sempre uguale è l'orbita Lunare (che subisce un moto di precessione), quindi i nodi retrocedono, si spostano in direzione opposta rispetto al moto apparente del Sole.
L'anno delle eclissi si basa su due stagioni periodiche durante le quali si verificano sempre almeno una eclisse di Sole ed una di Luna. I calcoli quindi vengono effettuati sul mese sinodico, cioè sul tempo che intercorre tra due Lune Piene o due Lune Nuove, e sul mese draconitico, cioè sul tempo che intercorre tra due ritorni consecutivi della Luna allo stesso nodo. 223 mesi sinodici corrispondono quasi precisamente a 243 mesi draconitici, quindi ogni 223 lunazioni (18 anni 11 giorni e 8 ore) Sole e Luna si ritrovano quasi allo stesso punto rispetto ai nodi producendo un evento quasi identico al precedente.
Due eventi separati da un Saros, quindi, sono più o meno identici per caratteristiche, mentre la regione dalla quale l'evento è visibile si sposta di circa 120°  in longitudine, che corrisponde ad una rotazione di otto ore della Terra. Infatti, 223 lunazioni corrispondono a 18 anni, 11 giorni e 8 ore, o meglio a 6585 giorni e 8 ore.
Oggi stiamo vivendo il Saros 136, la prima eclisse del quale si è avuta il 14 giugno del 1360 (eclisse parziale) e l'ultima del quale si avrà il 30 luglio del 2622. Sarà la settantunesima eclisse. L'ultimo evento totale del Saros 136 avverrà invece il 13 maggio del 2496. Soltanto le eclissi del 2027 (marginalmente) e del 2081 interesseranno l'Italia.

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A cura di
Stefano Capretti
Ultima modifica: 27/08/2010 Il sito è stato visitato 414169  volte
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