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| Introduzione |
Ogni anno i telegiornali non mancano di ricordare a tutti che la notte di San Lorenzo
è speciale perché alzando la testa al cielo è possibile vedere una
enormità di stelle cadenti.
In realtà non si tratta minimamente di stelle che cadono, perché se una
stella cadesse sulla Terra non ce lo staremmo raccontando in questo momento, e
la precisazione è d'obbligo visto che spesso, in gruppi di ragazzi che naso al
cielo restano affascinati dallo spettacolo, si sente dire che si tratta in
effetti di stelle che
prendono la strada del nostro pianeta, finendoci sopra.
Le scie che vediamo nel cielo sono provocate, invece, da corpi minuscoli che si
"accendono" a contatto con l'atmosfera terrestre: sono meteore .
La data indicata come massimo dello sciame, il 10 agosto che è
proprio la notte di San Lorenzo, è una data storica:
anticamente era effettivamente la data in cui si verificava il massimo dello
sciame ma la precessione degli equinozi ha traslato il picco alla notte tra
il 12 ed il 13 agosto. Nonostante questo, oggi si fa ancora riferimento alle
Perseidi come alle Lacrime di San Lorenzo.
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Lo sciame meteorico |
Lo sciame meteorico delle Perseidi è visibile in direzione della
costellazione del Perseo
dalla fine del mese di Luglio fino al 20 Agosto circa e
nelle notti dei picchi si raggiungono tassi di "pioggia" che portano a vedere
fino a 100 meteore ogni ora (si parla di ZHR = 100 ad indicare proprio
questo numero).
Ovviamente, un simile valore di meteore visibili ad occhio nudo rende le
Perseidi uno degli sciami più consistenti, nonché il più famoso
presso il grande pubblico, anche se in tal caso la popolarità dello sciame è dovuta al
fatto di ricadere in piena estate, quando è piacevole passare una notte al "freschetto".
Radiante delle Perseidi
Oltre che dal numero di
meteore visibili ogni ora, gli sciami meteorici sono caratterizzati da un
radiante, che esprime la zona di cielo dalla quale
le "stelle cadenti" sembrano provenire. E' proprio questa zona di origine che dà
il nome allo sciame e non a caso le Perseidi si chiamano così: sembrano
infatti provenire da una zona di cielo presente nella costellazione del
Perseo, precisamente nella parte più settentrionale della costellazione,
quella che punta verso la famosa doppiavvù di Cassiopea .
Quindi, per riuscire a visualizzare al meglio lo sciame meteorico più famoso,
occorre girarsi verso Nord Est, cercare Cassiopea e poi riconoscere la
costellazione del Perseo. A questo punto probabilmente avrete già visto qualche
meteora sfrecciare sotto i vostri occhi. "Sfrecciare" è il termine più giusto,
visto che le meteore delle Perseidi entrano nell'atmosfera terrestre ad una velocità media di
circa 59 chilometri al secondo.
I colori che assumono le meteore sono
vari, anche se solitamente assumono una tonalità bianco-gialla mentre le più
brillanti sono spesso verdine.
Le prime osservazioni delle Perseidi risalgono al 36 d.C. ad opera dei
Cinesi, mentre i Greci riconducono a questo sciame la Transfigurazione del
Signore, che cade il 6 agosto. Visto che i Greci hanno legato a questo
sciame una festività del 6 agosto mentre noi la riconduciamo alla notte del 10,
è implicito che i Greci conoscono questo sciame da più tempo di noi, quando la
precessione non lo aveva fatto slittare al 10 (e poi al 12 come oggi).
La notte del 2010 sarà perfetta per condizioni ambientali: il massimo dello
sciame è previsto intorno alle ore 01:30 del giorno 13 agosto, orario nostrano,
mentre il tasso massimo previsto è pari a 100 meteore ogni ora.
Il radiante si troverà alle coordinate di 48° e 58°: Le meteore entreranno nell'atmosfera
terrestre alla velocità di 59 km/s.
Lo sciame non durerà, tuttavia, soltanto una notte. In quella notte si verificherà
un picco, ma lo sciame durerà comunque - come accennato - da fine luglio a metà
agosto. Per la precisione, il radiante delle meteore si sposterà durante questo
periodo nel modo seguente.
Lo spostamento del radiante delle Perseidi nel periodo che va dal 15 luglio al 25
agosto
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Da dove vengono |
Finora si può pensare che le meteore si incuineino nell'atmosfera terrestre
sfrecciando a velocità folli. In realtà è così soltanto in parte, visto che in
effetti l'origine delle meteore è dovuta alla presenza di polveri lungo l'orbita
terrestre. Quindi, è la Terra che durante il suo tragitto va ad infilarsi in
questo banco di polveri che, di conseguenza, entrano nella sua atmosfera
generando le stelle cadenti.
Chi ha lasciato le polveri nel nostro tragitto?
Il primo legame tra le comete e gli sciami meteorici fu ipotizzato
dall'astronomo Schiaparelli nel 1866: le comete, sublimando avvicinandosi
al Sole, lasciano al loro passaggio una miriade di particelle e sono proprio
queste che, intersecando l'orbita terrestre, danno vita al fenomeno degli
sciami meteorici.
La cometa che dà origine alle Perseidi è la Swift-Tuttle, scoperta dai
due astronomi (appunto, Swift e Tuttle) nel 1862, quando raggiunse magnitudine 2
ed una coda di almeno 30° di cielo.
La cometa ha un periodo di 130 anni, quindi ogni 130 anni la presenza di polveri
si rafforza da un nuovo passaggio e regala alla Terra una visione splendida
delle Perseidi.
La cometa Swift-Tuttle è passata nel 1992 per l'ultima volta, e al
prossimo passaggio passerà davvero molto vicina alla Terra (è scongiurato,
almeno per ora, un impatto!). Proprio nel periodo tra 1991 e 1992 lo ZHR delle Perseidi fu di 400
meteore ogni oraIl prossimo passaggio è previsto per il 2126, e lo
sciame del 2127 sarà sicuramente bellissimo. Se siete ottimisti preparate i binocoli!
Oltre a passare una serata distesi sulla spiaggia o su un prato a contare le meteore
esprimendo desideri, che comunque è cosa buona e rilassante, è possibile tentare
riprese dello sciame lasciando una webcam astronomica puntata verso il radiante
e filmando. Una anteprima di ciò che sarà possibile vedere è racchiusa in novanta
secondi di filmato:
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Lo sciame delle Perseidi |
OSSERVAZIONE DELLE METEORE
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