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Fascia degli Asteroidi, Kuiper e Nube di Oort Condividi
Le sacche di asteroidi e comete del Sistema Solare.
Argomenti della pagina
Termini da conoscere
Albedo, Anno di luce, Asteroide, Atmosfera, Campo magnetico, Cometa, Eccentricità, Eclittica, Equatore, Gravità, Librazione, Massa, Meteora, Meteorite, Nebulosa, Pianeta, Orbita, Polvere, Radiazione cosmica di fondo, Risonanza orbitale, Rivoluzione, Rotazione, Satellite, Sistema binario, Stella, Sublimazione
La Fascia degli Asteroidi

La Fascia Principale degli asteroidi è una zona del sistema solare che, già dal nome, lascia intendere che contiene asteroidi. Se non hai chiaro cosa è un asteroide, ti conviene prima approfondire un po'HyperLink.

La Fascia Principale degli asteroidi è la regione di spazio compresa tra Marte e Giove all'interno della quale esiste la più alta concentrazione di asteroidi in orbita intorno al Sole.

FPASeconda metà del XVIII secolo: la legge di Titius-Bode prevede l'esistenza di un pianeta tra MarteHyperLink e GioveHyperLink e scatta la caccia per trovarlo. Nel 1801 Padre Giuseppe Piazzi scopre invece un asteroide proprio nella fascia indicata, CerereHyperLink. Fu soltanto il primo di tutta una serie di pianetini trovati in quella zona: sembra proprio che il pianeta in quella fascia non sia riuscito a formarsi e che le sue componenti rocciose siano rimaste a metà tra l'attrazione gioviana e quella solare: è la Fascia Principale degli Asteroidi.
La Legge di Titius-Bode e la mancanza di un pianeta tra Marte e Giove aprì la caccia e portò a scoprire che, tra le 2.17 e le 3.3 UA dal Sole, c'è una fascia piena di asteroidi, detta Fascia Principale degli Asteroidi, posta proprio tra l'ultimo pianeta terrestre (Marte) ed il primo gassoso (Giove). Questi corpi minori dovrebbero essere i corpi che non si sono mai aggregati a formare il pianeta previsto dalla legge, attratti da un lato da Giove e dall'altro dal Sole. Oppure sono il residuo di un pianeta che esisteva ma che si è frantumato per cause sconosciute. I corpi sono rimasti o tornati, quindi, allo stato di pianetino.

TITIUS E BODE
Johann Daniel Titius nasce a Konitz, in Germania, il 2 gennaio del 1729. Astronomo tedesco e professore a Wittenberg, nella quale morì il giorno 11 dicembre 1796.
La sua opera massima è proprio la Legge di Titius, che inserì nel 1766 nella traduzione tedesca del libro di Charles Bonnet Contemplation de la Nature. In suo onore sono stati battezzati l'asteroide 1998 Titius ed il cratere lunare Titius.
Johann Elert Bode nasce ad Amburgo il 19 gennaio del 1747. Astronomo con seri problemi di vista, visto che una malattia giovanile lo danneggiò irreparabilmente ad un occhio. Il suo nome è legato all'astronomia per tre differenti motivi. Innanzitutto, Bode pubblicò nel 1772 il suo lavoro più famoso, noto come Anleitung zur Kentniss des Gestirnten Himmels, nel quale annunciò la Legge di posizionamento dei pianeti intorno al Sole, senza peraltro operare nessuna attribuzione a Titius.
Inoltre, Bode contribuiì in maniera decisiva alla determinazione dell'orbita di Urano, suggerendo anche il nome da attribuire al pianeta. Infine, Bode è anche indicato come lo scopritore della galassia M81, nota anche - guarda caso - con il nome di Galassia di Bode.
Scrisse, nel 1801, Uranographia, un atlante in grado di indicare una mappa dettagliata del cielo ed una interpretazione artistica delle costellazioni.
Bode morì a Berlino, il 23 novembre del 1826.

LA LEGGE DI TITIUS-BODE
In realtà molti riconducono la Legge di Titius-Bode a Christian Wolf, che l'avrebbe elaborata nel 1724, ma nonostante questo le prime apparizioni sono la formulazione di Titius nel 1766 e la pubblicazione ufficiale da parte di Bode nel 1772.
La Legge di Titius-Bode è oggi considerata una formula empirica in grado di descrivere, con approssimazione sorprendentemente ottima, il valore dei semiassi maggiori (e quindi le distanze) delle orbite dei pianeti presenti nel Sistema Solare.
La formulazione originaria è data dalla formula:


a = (n+4)/10, con n = 0, 3, 6, 12, 24, 48, ... ed a espresso in UA.

Sganciamoci per un attimo dai corpi del Sistema Solare ed ipotizziamo un sistema astratto. Quindi, partendo dal primo corpo celeste in ordine di distanza dalla stella centrale, si ha un risultato di (n+4)/10 Unità Astronomiche dal centro, con n=0. Facendo i semplici conti, il primo corpo celeste si trova a 4/10 UA, quindi a 0,4 UA dalla stella. Il secondo si trova, con n=3, a 0,7 UA dalla stella. Il terzo, con n=6, si trova a 1 UA dalla stella e così via.

La formulazione più moderna della Legge di Titius-Bode è la seguente:


a = (0,4 + 0,3 * k) UA, con k = 0, 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64,  ...

Rifacendo i conti con il primo corpo celeste, abbiamo (0,4 + 0) = 0,4 UA, con il secondo si ha (0,4 + 0,3) = 0,7 UA, per il terzo di nuovo (0,4 + 0,6) = 1 UA e via dicendo. In pratica la nuova formulazione è identica alla precedente, ma ha normalizzato soltanto i valori della variabile impedendo che partisse, quasi arbitrariamente, da 3.

Il corpo più vicino alla stella centrale ha coefficiente k=0, il secondo ha k=1, il terzo k=2 e via dicendo. Riassumiamo i risultati in una tabella:

Corpo celeste Coefficiente k Distanza Titius-Bode (UA)
Primo corpo celeste 0 0,4
Secondo corpo celeste 1 0,7
Terzo corpo celeste 2 1
Quarto corpo celeste 4 1,6
Quinto corpo celeste 8 2,8
Sesto corpo celeste 16 5,2
Settimo corpo celeste 32 10
Ottavo corpo celeste 64 19,6
Nono corpo celeste 128 38,8
Decimo corpo celeste 256 77,2
Undicesimo corpo celeste 512 154

Questi sono i risultati della Legge di Titius-Bode. Proviamo a confrontarli con i dati del nostro Sistema Solare.
Mettiamo a confronto le distanze dei pianeti del Sistema Solare con quelle indicate dalla Legge in una tabella:

Pianeta Distanza reale Distanza Titius-Bode (UA)
Venere 0,39 0,4
Mercurio 0,72 0,7
Terra 1 1
Marte 1,52 1,6
Giove 5,2 2,8
Saturno 9,54 5,2
Urano 19,2 10
Nettuno 30,1 19,6

Venere, Mercurio, Terra e Marte sembrano rispecchiare molto da vicino la distribuzione prevista dalla Legge, ma da Giove in poi iniziano i problemi. Eppure, guardando bene, Giove ha la stessa distanza reale prevista per il corpo successivo, come ad indicare che secondo la Legge di Titius-Bode, tra Marte e Giove, deve esserci un altro pianeta. Oggi sappiamo che probabilmente, in quel posto preciso, un pianeta ci sarebbe stato se i piccoli pianetini non fossero scombussolati dalla gravità del Sole da una parte e da quella di Giove dall'altra.
Tra Marte e Giove c'è la Fascia degli Asteroidi, e prendiamo a rappresentanza Cerere, rifacendo la tabella:

Pianeta Distanza reale Distanza Titius-Bode (UA)
Venere 0,39 0,4
Mercurio 0,72 0,7
Terra 1 1
Marte 1,52 1,6
Cerere 2,77 2,8
Giove 5,2 5,2
Saturno 9,54 10
Urano 19,2 19,6
Nettuno 30,1 38,8

Il pianeta mancante
Quando la Legge fu formulata e pubblicata, il successo non fu poi così eclatante. All'epoca i pianeti noti si fermavano a Saturno. Urano e Nettuno non si conoscevano, ed in più mancava proprio il pianeta tra Marte e Giove. Alcuni dati calzavano a pennello, ma si pensò ad una fortuita coincidenza.
Nel 1781, invece, ci fu la svolta: Urano fu scoperto da Sir William Herschel proprio nella posizione predetta dalla Legge. Questa scoperta indusse gli astronomi a cercare, tra Marte e Giove, il famoso pianeta mancante e venti anni dopo fu trovato Cerere, attualmente classificato tra i pianeti nani (1801 ad opera di Piazzi). Con la scoperta degli altri pianetini è venuta alla luce la Fascia degli Asteroidi che, estendendosi tra le 2,2 e le 3,2 UA, ha il suo centro proprio alle previste 2,8 UA..

Nettuno e Plutone
Proprio quando la legge sembrava trovare la sua definitiva consacrazione, la scoperta di Nettuno prima e di Plutone poi segnarono un duro colpo per la sua validità. Nettuno, infatti, fu scoperto ad orbitare ben 8 UA più vicino di quanto previsto, mentre Plutone fu scovato a 39,5 UA dal Sole. In realtà, è Plutone che approssima meglio il valore della Legge di Titius-Bode. Plutone non è un pianeta, e ormai è noto. A parte dal terminologia usata per indicarlo, infatti, i suoi parametri orbitali lo fanno somigliare di più ad un nucleo cometario: molto inclinato sull'eclittica, con orbita molto eccentrica. Insomma, niente a che spartire con gli altri pianeti.
Nettuno invece ha un'orbita molto simile agli altri pianeti, sebbene non rispecchi molto la definizione di "pianeta" stabilita dalla UAI. Nettuno non ha liberato la propria orbita da altri corpi simili, tanto è vero che Plutone interseca allegramente l'orbita di Nettuno risultando a volte più vicino al Sole ed a volte più lontano rispetto al suo compagno di orbita. Sarà davvero un pianeta Nettuno?

Non ci sono conferme scientifiche alla validità della Legge. Una possibile spiegazione risiede nella risonanze orbitali indotta dai pianeti esterni, che potrebbe creare delle regioni intorno al Sole prive di orbite stabili a lungo termine. Alcune simulazioni al computer sembrano spingere verso l'ipotesi che la legge derivi da meccanismi di formazione planetaria, in via diretta.
Se invece del Sole prendiamo a riferimento un pianeta e facciamo gli stessi calcoli con i satelliti in orbita, scopriamo che la Legge non vale proprio. I quattro principali satelliti di Giove più Amantea, ad esempio, seguono una progressione regolare ma non secondo la Legge. Stessa cosa per i satelliti di Urano. C'è da chiedersi, tuttavia, se conosciamo tutti i satelliti di questi pianeti.

Come punto di partenza di qualcosa che sembra a portata di mano ma che ancora sfugge, la Legge di Titius-Bode ha aperto la strada ad altre formulazioni matematiche:

- Gaussin: a = (1/214,45)*1,7226n;
- Belot: a = 0,28 + (1/214,45)*1,883n;
- Giuseppe Armellini: a = 1,53n;
- Stauch: Mercurio = 5,2*(1/7)k, Venere = 5,2*(1/4)k, Terra = 5,2*(1/3)k, Marte = 5,2*(1/2)k, Giove = 5,2, Saturno = 5,2 * k, Urano = 5,2 * 2k, Nettuno = 5,2 * 3k, Plutone = 5,2 * 4k;
- Mohorovicic: a = 3,363+3,363 * 0,88638n;
- Nicolini: a = (1,672)n*0,2315 con n = 1, 2, ...10 per i vari pianeti.

Pianeta Distanza Gaussin Belot Armellini Stauch Mohorovicic Nicolini
Venere 0,39 0,362 (n=8) 0,390 (n=5) 0,427 (n=-2) 0,41 0,382 (n=1) 0,387 (n=1)
Mercurio 0,72 0,623 (n=9) 0,671 (n=7) 0,654 (n=-1) 0,718 0,721 (n=2) 0,647 (n=2)
Terra 1 1,07 (n=10) 1,02 (n=8) 1 (n=0) 0,96 1,02 (n=3) 1,08 (n=3)
Marte 1,52 1,85 (n=11) 1,67 (n=9) 1,53 (n=1) 1,44 1,52 (n=5) 1,81 (n=4)
Cerere 2,77 3,18 (n=12) 2,89 (n=10) 2,34 (n=2) - - 3,03 (n=5)
Giove 5,2 5,48 (n=13) 5,2 (n=11) 5,48 (n=4) 5,2 5,2 (n=5) 5,06 (n=6)
Saturno 9,54 9,45 (n=14) 9,55 (n=12) 8,38 (n=5) 9,41 9,51 (n=-5) 8,46 (n=7)
Urano 19,2 16,3 (n=15) 17,7 (n=13) 19,6 (n=7) 18,8 19,5 (n=-13) 14,1 (n=8)
Nettuno 30,1 28 (n=16) 33,1 (n=14) 30 (n=8) 28,2 29,5 (n=-17) 23,6 (n=9)


FPAAd oggi sono stati scoperti nella Fascia Principale degli asteroidi almeno 200 mila corpi, e molti altri sono attesi al varco dell'opposizione solare per essere battezzati e catalogati. Il primo, come detto, fu CerereHyperLink al quale seguirono, tra i più importanti, PalladeHyperLink, Giunone, VestaHyperLink ed Astrea.
Questa non è l'unica caratteristica di questa zona: al suo interno, infatti, sono presenti zone in cui l'addensamento di asteroidi viene clamorosamente a mancare creando dei veri e propri buchi orbitali. Questi buchi sono localizzati alle Unità Astronomiche 2.5, 2.82, 2.96, 3.28. Qualunque corpo celeste posto in queste orbite impiegherebbe per la sua rivoluzione un tempo pari, rispettivamente, ad 1/3, 2/5, 3/7 e 1/2 del tempo impiegato da Giove a compiere la propria rivoluzione. Sono fasce orbitali, quindi, in risonanza con la fascia orbitale di Giove e questo fattore ha fatto si che l'influenza gravitazionale del gigante gassoso abbia liberato le aree da tutti i corpi presenti. Le zone sgombre di asteroidi all'interno della fascia principale sono dette Lacune di Kirkwood, dal nome dell'astronomo che le scoprì nel 1866.
Non bisogna pensare, tuttavia, che la Fascia Principale, laddove non corrisponda alle lacune di Kirkwood, sia un continuo viavai di pianetini: la densità è comunque talmente bassa rispetto allo spazio di vuoto che se ci sedessimo tutta la nostra vita su un asteroide probabilmente non ne vedremmo mai un altro in vita nostra. Nonostante ciò, il numero in termini assoluti è nettamente alto.

Molti asteroidi viaggiano in coppia, orbitando intorno ad un baricentro comune, e molti hanno un'orbita molto eccentrica che li porta ad intersecare le orbite di Terra, Venere e Mercurio. Dal momento che la loro massa è molto piccola, risentono non poco dell'attrazione gravitazionale dei pianeti e potrebbero cambiare la loro orbita in maniera molto semplice. Molti programmi spaziali sono mirati proprio ad evitare visite da parte di questi asteroidi sulla Terra, visto che le conseguenze sarebbero drammatiche per la razza umana. I pericoli possibili sono dati dagli EGA (Earth Grazing Asteroids: asteroidi che sfiorano la Terra) e dai NEO (Near Earth Objects: oggetti vicini alla Terra): sono asteroidi con diametri massimi di 50 chilometri la cui orbita li rende molto pericolosi.

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La Fascia di Edgeworth-Kuiper

La Fascia di Edgeworth-Kuiper parla di comete. Se vuoi approfondire, ti consiglio quindi il link a questo corpo celesteHyperLink.

La Fascia di Edgeworth-Kuiper è una regione del sistema solare oltre l'orbita di Nettuno ed interna alla Nube di Oort dove orbitano corpi del diametro fino a migliaia di chilometri, dei quali Plutone è il rappresentante più noto.HyperLink

FPAIl fatto che dopo l'orbita di Nettuno il sistema solare non esista più, che termini così bruscamente, non era un pensiero comunemente accettato. Una forza di gravità non smette di lavorare in maniera così netta: o dentro o fuori. Tanto più che il sistema solare è ben definito: prima i pianeti terrestri, poi i giganti gassosi e poi... poi Plutone, che non è né gigante né gassoso e con una orbita stranissima che interseca quella di Nettuno, che è inclinata di 17° rispetto all'eclitticaHyperLink e molto eccentrica.
E il suo satellite, Caronte? Non si è mai visto un pianeta con un satellite relativamente così grande.
Probabilmente esiste tutta una serie di corpi solidi che subisce una gravità tale da non potersi allontanare, ma non tanto forte da farli accorpare in ulteriori pianeti. Questo è il pensiero che Kennet Essex Edgeworth e Gerrit Pieter Kuiper elaborarono, ognuno indipendentemente dall'altro, e che li fece giungere alla ipotesi di esistenza di una serie di corpi solidi in circolo oltre Nettuno che di tanto in tanto entrano all'interno dell'orbita dei pianeti solari dando vita alle comete di corto periodo.
Era intorno al 1950, e recenti osservazioni hanno dato ragione ai due astronomi. La fascia in cui questi corpi orbitano è ora detta Fascia (o Cintura) di Edgeworth-Kuiper. Nel 1980 l'astronomo Julio Fernandez riprese il discorso ipotizzando l'esistenza di agglomerati solidi tra le 35 e le 50 UA. Questi corpi sono soggetti ad incontri ravvicinati il che porta alcuni di essi a risentire dell'influenza gravitazionale di Nettuno e ad essere attratti nel Sistema Solare sottoforma di cometa di breve periodoHyperLink. Nacque così una caccia a questi corpi trans-nettuniani finché nel 1992 ne fu finalmente avvistato uno, chiamato 1992QB1. Fu solo il primo di una lunga lista, e lo studio di questi corpi è importante per i planetologi dal momento che le loro caratteristiche sono essenzialmente quelle dei corpi che hanno dato vita ai pianeti tramite aggregazione.
Con forma presumibilmente schiacciata ed una estensione che va da 38 a 50 UA, la Fascia di Kuiper contiene un numero indefinito di corpi, compreso tra dieci milioni ed un miliardo. Si pensa che tra le 38 e le 50 UA siano presenti almeno 70mila oggetti con dimensioni maggiori ai 10 chilometri di diametro. Le stime, che si estendono agli oggetti fuori dalla portata visiva, parlano di 10 milioni di corpi con diametro superiore ai 10 chilometri e di 10 miliardi di corpi con diametro che supera il chilometro.
I corpi compresi all'interno della Fascia sono presumibilmente i nuclei delle comete di breve periodo, intesi come quei corpi che a volte, vittime di spostamenti dovuti a fenomeni gravitazionali, vanno a penetrare nel sistema solare assumendo un'orbita ellittica intorno al Sole.

I corpi della Fascia di Kuiper vengono solitamente distinti in due grandi classi: i classici ed i risonanti.
I corpi classici sono compresi tra 42 e 48 UA e sono caratterizzati da una bassa eccentricità e da inclinazioni molto limitate rispetto al piano dell'eclittica. Una notevole densità si ha alla distanza di 39,5 UA, dove regna una speciale categoria di oggetti risonanti chiamati plutini in virtù del capostipite Plutone, spesso uniti in sistemi binari (proprio come Plutone e Caronte). I plutini sono in risonanza di moto medio con Nettuno, con periodo pari a 3/2 di quello di Nettuno: a 3 rivoluzioni di Nettuno ne corrispondono 2 dei plutini. E' proprio questa risonanza ad evitare collisioni tra Nettuno ed i plutini, visto che le orbite si intersecano più volte durante le rivoluzioni.
Oltre i plutini, ci sono gli altri corpi classici, che riempiono la fascia fino alle 48 UA dove si interrompono in modo molto brusco. Il limite esterno corrisponde alla risonanza 2:1 con Nettuno, cioè una rivoluzione di Nettuno corrisponde a due rivoluzioni dei corpi esterni della fascia di Kuiper.

Altra distinzione tra i corpi interni alla Fascia di Kuiper si ha tra corpi caldi e freddi, che si differenziano (non per temperatura ma) per colore ed inclinazione dell'orbita rispetto al piano dell'eclittica.

Ancora uscendo dalla Fascia di Kuiper esistono i corpi cosiddetti diffusi, caratterizzati da elevati valori di eccentricità ed inclinazione e molto instabili. A volte vengono attratti da Nettuno ed entrano nel Sistema Solare seguendo traiettorie da tenere sotto controllo. Quando entrano, infatti, possono venire a far parte della famiglia dei Centauri, tra i quali il più grande è finora Chirone. Inizialmente catalogato come asteroide, Chirone mostra oggi una chioma non indifferente che lo fa catalogare come cometa. Il movimento dei centauri induce a pensare che, data l'elevata instabilità dell'orbita, questi corpi non siano stabilmente in orbita intorno ai pianeti giganti gassosi del nostro sistema solare, ma che ne siano stati attratti e che siano destinati ad abbandonarla in tempi relativamente brevi.
Un dibattito è acceso sulla possibilità che la Fascia sforni non solo comete ma anche altre tipologie di corpi, come ad esempio Plutone, Caronte e Tritone. Le caratteristiche di questi corpi sono molto simili tra loro e molto differenti con le caratteristiche degli altri pianeti e satelliti, il che potrebbe far pensare che si siano creati all'interno dello stesso ambiente che potrebbe essere proprio la Fascia di Edgeworth-Kuiper.

Non è l'unico dibattito aperto sulla Fascia di Kuiper e sugli oggetti diffusi, del resto è proprio la lontananza che rende difficile lo studio di questi corpi. Studiamo Plutone da tanti anni, eppure in 77 anni ha percorso meno di un terzo della sua orbita quindi gli elementi che abbiamo non sono poi così tanti né tanto precisi. Per questo si ricorre sempre a simulazioni al computer. Uno dei problemi più affascinanti può essere proprio la brusca interruzione che si verifica a 48 UA. Può essere dovuta ad un evento sporadico come il passaggio di una stella vicino alle 1000 UA, ovviamente non in tempi recenti ma basta pensare che anche il nostro Sole è nato insieme ad altre stelle, oppure alla presenza di un pianeta, il famoso pianeta X, all'interno della fascia in grado di attrarre i corpi e non farli fuoriuscire dalle 48 UA. Se fosse così, però, sarebbe strano che un tale pianeta non abbia influenze gravitazionali su Nettuno.

La fascia di Kuiper, pur comprendendo tutti i corpi che possiede, non dovrebbe superare una massa che vada oltre qualche massa terrestre, il che è stato accertato studiando le interferenze gravitazionali sull'orbita della cometa di Halley. Un altro metodo è stato trovato misurando la radiazione termica della Fascia, che - nel caso di valori alti e quindi di molti corpi emittenti - avrebbe alterato i valori di temperatura della radiazione cosmica di fondoHyperLink. I dati della sonda COBE della NASA non hanno trovato mutazioni nella radiazione a microonde, quindi sembrerebbe proprio che nella Fascia di Kuiper sia davvero molto lo spazio libero.

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La Nube di Oort

La Nube di Oort parla di comete. Se vuoi approfondire, ti consiglio quindi il link a questo corpo celesteHyperLink.

La Nube di Oort è una regione del sistema solare compresa tra le 40.000 e le 100.000 UA caratterizzata da una notevole concentrazione di comete.HyperLink

La Nube di Oort è un oggetto teorico ma oramai sembra accettato da tutti che lontano da noi, oltre i limiti dell'orbita di Plutone, esista un deposito di nuclei cometari che aspettano soltanto di essere stimolati per uscire dalla propria sacca. Alcuni vanno in giro per l'Universo, altri entrano nel Sistema Solare ed avvicinandosi al Sole iniziano a sublimare dando luogo alle comete di lungo periodo.
Mentre la Fascia di Edgeworth-Kuiper può spiegare l'esistenza delle comete di breve periodo, l'astronomo Oort nel 1950 (quindi in concomitanza con i due astronomi padri della fascia di Kuiper) elabora un concetto che consente di spiegare l'esistenza e l'origine delle comete il cui periodo supera i duecento anni, le comete di lungo periodo.
Molto più grande della Fascia di Kuiper, la Nube di Oort ha forma quasi circolare, a meno di stiramenti dovuti alla gravità della Via Lattea e si estende per circa 200.000 UA., contenendo centinaia di miliardi di nuclei di cometa. Il suo raggio sarebbe di un anno luce, con una massa totale simile a quella terrestre. La sua zona è compresa tra le 40.000 e le 100.000 UA.
Gli oggetti della Nube di Oort non sono mai stati visti, e la Nube è solo ipotizzata. I nuclei di cometa sono troppo deboli e lontani per essere visti. La forma sferica sarebbe la causa del fatto che le comete di lungo periodo sembrano provenire da ogni parte dello spazio e spesso in maniera perpendicolare al piano dell'eclittica. Un esempio è dato dalla cometa Hale-BoppHyperLink, la cui orbita di circa 2000 anni ha una elevata inclinazione.
Una possibile spiegazione alla formazione della Nube di Oort consiste nell'ipotizzare che i corpi che ne fanno parte si siano formati molto più vicini al Sole, al livello dei pianeti gassosi, e che siano stati spazzati via dalla forza di questi ultimi.
Le comete di questa Nube possono passare vicino al Sole ma se non entrano a far parte della sua attrazione possono anche non passare più e perdersi nello spazio, con una traiettoria che non è ellittica ma parabolica.

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A cura di
Stefano Capretti
Ultima modifica: 27/08/2010 Il sito è stato visitato 414169  volte
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