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Fascia degli Asteroidi, Kuiper e Nube di Oort |
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Le sacche di asteroidi e comete del Sistema Solare.
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La Fascia degli Asteroidi |
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La Fascia Principale degli asteroidi è la regione di spazio compresa
tra Marte e Giove all'interno della quale esiste la più alta concentrazione di asteroidi
in orbita intorno al Sole. |
Seconda
metà del XVIII secolo: la legge di Titius-Bode prevede
l'esistenza di un pianeta
tra Marte
e Giove
e scatta la caccia per trovarlo. Nel 1801 Padre
Giuseppe Piazzi scopre invece un asteroide
proprio nella fascia indicata,
Cerere . Fu soltanto il primo di
tutta una serie di pianetini trovati in quella zona: sembra proprio che il
pianeta in quella fascia non sia riuscito a formarsi e che le sue componenti
rocciose siano rimaste a metà tra l'attrazione gioviana e quella solare: è la Fascia Principale degli Asteroidi.
La
Legge di Titius-Bode e la mancanza di un pianeta tra Marte e Giove aprì
la caccia e portò a scoprire che, tra le 2.17 e le 3.3 UA dal Sole, c'è una
fascia piena di asteroidi, detta Fascia Principale degli Asteroidi,
posta proprio tra l'ultimo pianeta terrestre (Marte) ed il primo gassoso (Giove).
Questi corpi minori dovrebbero essere i corpi che non si sono mai aggregati a
formare il pianeta previsto dalla legge, attratti da un lato da Giove e
dall'altro dal Sole. Oppure sono il residuo di un pianeta che esisteva ma che si
è frantumato per cause sconosciute. I corpi sono rimasti o tornati, quindi, allo
stato di pianetino.
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TITIUS E BODE
Johann Daniel Titius nasce a Konitz, in Germania, il 2 gennaio
del 1729. Astronomo tedesco e professore a Wittenberg, nella quale morì il giorno
11 dicembre 1796.
La sua opera massima è proprio la Legge di Titius, che inserì nel 1766
nella traduzione tedesca del libro di Charles Bonnet Contemplation de la Nature.
In suo onore sono stati battezzati l'asteroide 1998 Titius ed il
cratere lunare Titius.
Johann Elert Bode nasce ad Amburgo il 19 gennaio del 1747. Astronomo
con seri problemi di vista, visto che una malattia giovanile lo danneggiò irreparabilmente
ad un occhio. Il suo nome è legato all'astronomia per tre differenti motivi. Innanzitutto,
Bode pubblicò nel 1772 il suo lavoro più famoso, noto come Anleitung
zur Kentniss des Gestirnten Himmels, nel quale annunciò la Legge di posizionamento
dei pianeti intorno al Sole, senza peraltro operare nessuna attribuzione a Titius.
Inoltre, Bode contribuiì in maniera decisiva alla determinazione
dell'orbita di Urano, suggerendo anche il nome da attribuire al
pianeta. Infine, Bode
è anche indicato come lo scopritore della galassia M81, nota anche - guarda caso - con il nome di Galassia di
Bode.
Scrisse, nel 1801, Uranographia, un atlante in grado di indicare una mappa
dettagliata del cielo ed una interpretazione artistica delle costellazioni.
Bode morì a Berlino, il 23 novembre del 1826.
LA LEGGE DI TITIUS-BODE
In realtà molti riconducono la Legge di Titius-Bode a Christian Wolf, che l'avrebbe
elaborata nel 1724, ma nonostante questo le prime
apparizioni sono la formulazione di Titius nel 1766 e la pubblicazione
ufficiale da parte di Bode nel 1772.
La Legge di Titius-Bode è oggi considerata una formula empirica
in grado di descrivere, con approssimazione sorprendentemente ottima, il valore
dei semiassi maggiori (e quindi le distanze) delle orbite dei pianeti presenti nel
Sistema Solare.
La formulazione originaria è data dalla formula:
a = (n+4)/10, con n = 0, 3, 6, 12, 24, 48, ... ed
a espresso in
UA.
Sganciamoci per un attimo dai
corpi del Sistema Solare ed ipotizziamo un sistema astratto. Quindi, partendo dal
primo corpo celeste in ordine di distanza dalla stella centrale, si ha un risultato
di (n+4)/10 Unità Astronomiche dal centro, con n=0. Facendo i semplici conti, il primo
corpo celeste si trova a 4/10 UA, quindi a 0,4 UA dalla stella. Il secondo si trova,
con n=3, a 0,7 UA dalla stella. Il terzo, con n=6, si trova a 1 UA dalla stella
e così via.
La formulazione più moderna della Legge di Titius-Bode è la seguente:
a = (0,4
+ 0,3 * k) UA, con k = 0, 1, 2, 4, 8, 16, 32, 64, ...
Rifacendo i conti con il primo corpo celeste, abbiamo (0,4 + 0) = 0,4 UA, con il
secondo si ha (0,4 + 0,3) = 0,7 UA, per il terzo di nuovo (0,4 + 0,6) = 1 UA e via
dicendo. In pratica la nuova formulazione è identica alla precedente, ma ha normalizzato
soltanto i valori della variabile impedendo che partisse, quasi arbitrariamente,
da 3.
Il corpo più vicino alla stella centrale ha coefficiente k=0, il secondo ha k=1,
il terzo k=2 e via dicendo. Riassumiamo i risultati in una tabella:
|
Corpo celeste |
Coefficiente k |
Distanza Titius-Bode (UA) |
|
Primo corpo celeste |
0 |
0,4 |
|
Secondo corpo celeste |
1 |
0,7 |
|
Terzo corpo celeste |
2 |
1 |
|
Quarto corpo celeste |
4 |
1,6 |
|
Quinto corpo celeste |
8 |
2,8 |
|
Sesto corpo celeste |
16 |
5,2 |
|
Settimo corpo celeste |
32 |
10 |
|
Ottavo corpo celeste |
64 |
19,6 |
|
Nono corpo celeste |
128 |
38,8 |
|
Decimo corpo celeste |
256 |
77,2 |
|
Undicesimo corpo celeste |
512 |
154 |
Questi sono i risultati della Legge di Titius-Bode. Proviamo a
confrontarli con i dati del nostro Sistema Solare.
Mettiamo a confronto le distanze dei pianeti del Sistema Solare
con quelle indicate
dalla Legge in una tabella:
|
Pianeta |
Distanza reale |
Distanza Titius-Bode (UA) |
|
Venere |
0,39 |
0,4 |
|
Mercurio |
0,72 |
0,7 |
|
Terra |
1 |
1 |
|
Marte |
1,52 |
1,6 |
|
Giove |
5,2 |
2,8 |
|
Saturno |
9,54 |
5,2 |
|
Urano |
19,2 |
10 |
|
Nettuno |
30,1 |
19,6 |
Venere, Mercurio, Terra e Marte sembrano rispecchiare molto da vicino la distribuzione
prevista dalla Legge, ma da Giove in poi iniziano i problemi. Eppure, guardando
bene, Giove ha la stessa distanza reale prevista per il corpo successivo, come ad
indicare che secondo la Legge di Titius-Bode, tra Marte e Giove,
deve esserci un altro pianeta. Oggi sappiamo che probabilmente, in quel posto preciso,
un pianeta ci sarebbe stato se i piccoli pianetini non fossero scombussolati dalla
gravità del Sole da una parte e da quella di Giove dall'altra.
Tra Marte e Giove c'è la Fascia degli Asteroidi, e prendiamo a rappresentanza Cerere,
rifacendo la tabella:
|
Pianeta |
Distanza reale |
Distanza Titius-Bode (UA) |
|
Venere |
0,39 |
0,4 |
|
Mercurio |
0,72 |
0,7 |
|
Terra |
1 |
1 |
|
Marte |
1,52 |
1,6 |
|
Cerere |
2,77 |
2,8 |
|
Giove |
5,2 |
5,2 |
|
Saturno |
9,54 |
10 |
|
Urano |
19,2 |
19,6 |
|
Nettuno |
30,1 |
38,8 |
Il pianeta mancante
Quando la Legge fu formulata e pubblicata, il successo non fu poi così
eclatante. All'epoca i pianeti noti si fermavano a Saturno. Urano e Nettuno non
si conoscevano, ed in più mancava proprio il pianeta tra Marte e Giove. Alcuni dati
calzavano a pennello, ma si pensò ad una fortuita coincidenza.
Nel 1781, invece, ci fu la svolta: Urano fu scoperto
da Sir William Herschel proprio nella posizione predetta dalla Legge. Questa scoperta
indusse gli astronomi a cercare, tra Marte e Giove, il famoso pianeta mancante e
venti anni dopo fu trovato
Cerere, attualmente classificato tra
i pianeti nani (1801 ad opera di Piazzi). Con la scoperta degli altri pianetini
è venuta alla luce la Fascia degli Asteroidi che, estendendosi tra le 2,2 e le 3,2
UA, ha il suo centro proprio alle previste 2,8 UA..
Nettuno e Plutone
Proprio quando la legge sembrava trovare la sua definitiva consacrazione, la scoperta
di Nettuno prima e di Plutone poi segnarono un duro colpo per la sua validità. Nettuno,
infatti, fu scoperto ad orbitare ben 8 UA più vicino di quanto previsto, mentre Plutone fu scovato a 39,5 UA dal Sole. In realtà, è Plutone che approssima meglio
il valore della Legge di Titius-Bode. Plutone non è un pianeta,
e ormai è noto. A parte dal terminologia usata per indicarlo, infatti, i suoi parametri
orbitali lo fanno somigliare di più ad un nucleo cometario: molto inclinato sull'eclittica,
con orbita molto eccentrica. Insomma, niente a che spartire con gli altri pianeti.
Nettuno invece ha un'orbita molto simile agli altri pianeti, sebbene non rispecchi
molto la definizione di "pianeta" stabilita dalla UAI. Nettuno non ha liberato la
propria orbita da altri corpi simili, tanto è vero che Plutone interseca allegramente
l'orbita di Nettuno risultando a volte più vicino al Sole ed a volte più lontano
rispetto al suo compagno di orbita. Sarà davvero un pianeta Nettuno?
Non ci sono conferme scientifiche alla validità della Legge. Una possibile spiegazione
risiede nella risonanze orbitali indotta dai pianeti esterni, che potrebbe creare
delle regioni intorno al Sole prive di orbite stabili a lungo termine. Alcune simulazioni
al computer sembrano spingere verso l'ipotesi che la legge derivi da meccanismi
di formazione planetaria, in via diretta.
Se invece del Sole prendiamo a riferimento un pianeta e facciamo gli stessi calcoli
con i satelliti
in orbita, scopriamo che la Legge non vale proprio. I quattro principali satelliti
di Giove più Amantea, ad esempio, seguono una progressione regolare ma non secondo la Legge.
Stessa cosa per i satelliti di Urano. C'è da chiedersi, tuttavia, se conosciamo
tutti i satelliti di questi pianeti.
Come punto di partenza di qualcosa che sembra a portata di mano ma che ancora sfugge,
la Legge di Titius-Bode ha aperto la strada ad altre formulazioni matematiche:
- Gaussin: a = (1/214,45)*1,7226n;
- Belot: a = 0,28 + (1/214,45)*1,883n;
- Giuseppe Armellini: a = 1,53n;
- Stauch: Mercurio = 5,2*(1/7)k, Venere = 5,2*(1/4)k, Terra = 5,2*(1/3)k,
Marte = 5,2*(1/2)k, Giove = 5,2, Saturno = 5,2 * k, Urano = 5,2 * 2k, Nettuno =
5,2 * 3k, Plutone = 5,2 * 4k;
- Mohorovicic: a = 3,363+3,363 * 0,88638n;
- Nicolini: a = (1,672)n*0,2315 con n = 1, 2, ...10
per i vari pianeti.
|
Pianeta |
Distanza |
Gaussin |
Belot |
Armellini |
Stauch |
Mohorovicic |
Nicolini |
|
Venere |
0,39 |
0,362 (n=8) |
0,390 (n=5) |
0,427 (n=-2) |
0,41 |
0,382 (n=1) |
0,387 (n=1) |
|
Mercurio |
0,72 |
0,623 (n=9) |
0,671 (n=7) |
0,654 (n=-1) |
0,718 |
0,721 (n=2) |
0,647 (n=2) |
|
Terra |
1 |
1,07 (n=10) |
1,02 (n=8) |
1 (n=0) |
0,96 |
1,02 (n=3) |
1,08 (n=3) |
|
Marte |
1,52 |
1,85 (n=11) |
1,67 (n=9) |
1,53 (n=1) |
1,44 |
1,52 (n=5) |
1,81 (n=4) |
|
Cerere |
2,77 |
3,18 (n=12) |
2,89 (n=10) |
2,34 (n=2) |
- |
- |
3,03 (n=5) |
|
Giove |
5,2 |
5,48 (n=13) |
5,2 (n=11) |
5,48 (n=4) |
5,2 |
5,2 (n=5) |
5,06 (n=6) |
|
Saturno |
9,54 |
9,45 (n=14) |
9,55 (n=12) |
8,38 (n=5) |
9,41 |
9,51 (n=-5) |
8,46 (n=7) |
|
Urano |
19,2 |
16,3 (n=15) |
17,7 (n=13) |
19,6 (n=7) |
18,8 |
19,5 (n=-13) |
14,1 (n=8) |
|
Nettuno |
30,1 |
28 (n=16) |
33,1 (n=14) |
30 (n=8) |
28,2 |
29,5 (n=-17) |
23,6 (n=9) |
|
Ad oggi sono stati scoperti nella Fascia Principale degli asteroidi
almeno 200 mila corpi, e molti altri sono attesi al varco dell'opposizione
solare per essere battezzati e catalogati. Il primo, come detto, fu Cerere al
quale seguirono, tra i più importanti, Pallade , Giunone, Vesta
ed Astrea.
Questa non è l'unica caratteristica di questa zona: al suo interno, infatti,
sono presenti zone in cui l'addensamento di asteroidi viene clamorosamente a
mancare creando dei veri e propri buchi orbitali. Questi buchi sono localizzati alle Unità Astronomiche 2.5, 2.82, 2.96, 3.28.
Qualunque corpo celeste posto in queste orbite impiegherebbe per la sua rivoluzione
un tempo pari, rispettivamente, ad 1/3, 2/5, 3/7 e 1/2 del tempo impiegato da
Giove a compiere la propria rivoluzione. Sono fasce orbitali, quindi, in risonanza
con la fascia orbitale di Giove e questo fattore ha fatto si che l'influenza gravitazionale
del gigante gassoso abbia liberato le aree da tutti i corpi presenti. Le zone
sgombre di asteroidi all'interno della fascia principale sono dette
Lacune di Kirkwood, dal nome dell'astronomo che le scoprì nel 1866.
Non bisogna pensare, tuttavia, che la Fascia Principale, laddove non corrisponda
alle lacune di Kirkwood, sia un continuo viavai di pianetini:
la densità è comunque talmente bassa rispetto allo spazio di vuoto che se ci
sedessimo tutta la nostra vita su un asteroide probabilmente non ne vedremmo mai
un altro in vita nostra. Nonostante ciò, il numero in termini assoluti è
nettamente alto.
Molti asteroidi viaggiano in coppia, orbitando intorno ad un baricentro comune,
e molti hanno un'orbita molto eccentrica che li porta ad intersecare le orbite
di Terra, Venere e Mercurio. Dal momento che la loro massa è molto piccola,
risentono non poco dell'attrazione gravitazionale dei pianeti e potrebbero
cambiare la loro orbita in maniera molto semplice. Molti programmi spaziali sono
mirati proprio ad evitare visite da parte di questi asteroidi sulla Terra,
visto che le conseguenze sarebbero drammatiche per la razza umana. I pericoli
possibili sono dati dagli EGA (Earth Grazing Asteroids: asteroidi che
sfiorano la Terra) e dai NEO (Near Earth Objects: oggetti vicini alla
Terra): sono asteroidi con diametri massimi di 50 chilometri la cui orbita li
rende molto pericolosi.
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La Fascia di Edgeworth-Kuiper |
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La Fascia di Edgeworth-Kuiper è una regione del sistema solare
oltre l'orbita di Nettuno ed interna alla Nube di Oort dove orbitano corpi del diametro
fino a migliaia di chilometri, dei quali Plutone è il rappresentante più noto. |
Il fatto che dopo l'orbita di Nettuno il sistema solare non esista più, che termini così
bruscamente, non era un pensiero comunemente accettato. Una forza di gravità non
smette di lavorare in maniera così netta: o dentro o fuori. Tanto più che il
sistema solare è ben definito: prima i pianeti terrestri, poi i giganti gassosi
e poi... poi Plutone, che non è né gigante né gassoso e con una orbita
stranissima che interseca quella di Nettuno, che è inclinata di 17° rispetto
all'eclittica
e molto eccentrica.
E il suo satellite, Caronte? Non si è mai visto un pianeta con un satellite
relativamente così grande.
Probabilmente esiste tutta una serie di corpi solidi che subisce una gravità
tale da non potersi allontanare, ma non tanto forte da farli accorpare in
ulteriori pianeti. Questo è il pensiero che Kennet Essex Edgeworth e Gerrit Pieter Kuiper elaborarono, ognuno
indipendentemente dall'altro, e che li fece giungere alla ipotesi di esistenza
di una serie di corpi solidi in circolo oltre Nettuno che di tanto in tanto
entrano all'interno dell'orbita dei pianeti solari dando vita alle comete di
corto periodo.
Era intorno al 1950, e recenti osservazioni hanno dato ragione ai due astronomi.
La fascia in cui questi corpi orbitano è ora detta Fascia (o Cintura)
di Edgeworth-Kuiper. Nel 1980 l'astronomo Julio Fernandez
riprese il
discorso ipotizzando l'esistenza di agglomerati solidi tra le 35 e le 50 UA.
Questi corpi sono soggetti ad incontri ravvicinati il che porta alcuni di essi a
risentire dell'influenza gravitazionale di Nettuno e ad essere attratti nel
Sistema Solare sottoforma di cometa di breve periodo .
Nacque così una caccia a
questi corpi trans-nettuniani finché nel 1992 ne fu finalmente avvistato uno,
chiamato
1992QB1. Fu solo il primo di una lunga lista, e lo
studio di questi corpi è importante per i planetologi dal momento che le loro
caratteristiche sono essenzialmente quelle dei corpi che hanno dato vita ai
pianeti tramite aggregazione.
Con forma presumibilmente schiacciata ed una estensione che va da 38 a 50 UA, la Fascia di Kuiper contiene un numero indefinito di corpi, compreso
tra dieci milioni ed un miliardo. Si pensa che tra le 38 e le 50 UA siano
presenti almeno 70mila oggetti con dimensioni maggiori ai 10 chilometri di
diametro. Le stime, che si estendono agli oggetti fuori dalla portata visiva,
parlano di 10 milioni di corpi con diametro superiore ai 10 chilometri e di 10
miliardi di corpi con diametro che supera il chilometro.
I corpi compresi all'interno della Fascia sono presumibilmente i nuclei delle
comete di breve periodo, intesi come quei corpi che a volte, vittime di
spostamenti dovuti a fenomeni gravitazionali, vanno a penetrare nel sistema
solare assumendo un'orbita ellittica intorno al Sole.
I corpi della Fascia di Kuiper vengono solitamente distinti in
due grandi classi: i classici ed i risonanti.
I corpi classici sono compresi tra 42 e 48 UA e sono caratterizzati da una bassa
eccentricità e da inclinazioni molto limitate rispetto al piano dell'eclittica.
Una notevole densità si ha alla distanza di 39,5 UA, dove regna una speciale
categoria di oggetti risonanti chiamati plutini in virtù del
capostipite Plutone, spesso uniti in sistemi binari (proprio come Plutone e
Caronte). I plutini sono in risonanza di moto medio con Nettuno, con periodo
pari a 3/2 di quello di Nettuno: a 3 rivoluzioni di Nettuno ne corrispondono 2
dei plutini. E' proprio questa risonanza ad evitare collisioni tra Nettuno ed i
plutini, visto che le orbite si intersecano più volte durante le rivoluzioni.
Oltre i plutini, ci sono gli altri corpi classici, che riempiono la
fascia fino alle 48 UA dove si interrompono in modo molto brusco. Il limite
esterno corrisponde alla risonanza 2:1 con Nettuno, cioè una rivoluzione di
Nettuno corrisponde a due rivoluzioni dei corpi esterni della fascia di
Kuiper.
Altra distinzione tra i corpi interni alla Fascia di Kuiper si
ha tra corpi caldi e freddi, che si
differenziano (non per temperatura ma) per colore ed inclinazione dell'orbita
rispetto al piano dell'eclittica.
Ancora uscendo dalla Fascia di Kuiper esistono i corpi
cosiddetti
diffusi, caratterizzati da elevati valori di
eccentricità ed inclinazione e molto instabili. A volte vengono attratti da
Nettuno ed entrano nel Sistema Solare seguendo traiettorie da tenere sotto
controllo. Quando entrano, infatti, possono venire a far parte della famiglia
dei Centauri, tra i quali il più grande è finora Chirone. Inizialmente catalogato come asteroide, Chirone
mostra oggi una chioma non indifferente che lo fa catalogare come cometa. Il movimento dei centauri induce a pensare che, data l'elevata instabilità
dell'orbita, questi corpi non siano stabilmente in orbita intorno ai pianeti
giganti gassosi del nostro sistema solare, ma che ne siano stati attratti e che
siano destinati ad abbandonarla in tempi relativamente brevi.
Un dibattito è acceso sulla possibilità che la Fascia sforni non solo comete ma
anche altre tipologie di corpi, come ad esempio Plutone, Caronte
e
Tritone. Le caratteristiche di questi corpi sono molto simili tra loro
e molto differenti con le caratteristiche degli altri pianeti e satelliti, il che potrebbe far pensare che si siano creati all'interno dello stesso
ambiente che potrebbe essere proprio la Fascia di Edgeworth-Kuiper.
Non è l'unico dibattito aperto sulla Fascia di Kuiper e sugli
oggetti diffusi, del resto è proprio la lontananza che rende difficile lo
studio di questi corpi. Studiamo Plutone da tanti anni, eppure in 77 anni ha
percorso meno di un terzo della sua orbita quindi gli elementi che abbiamo non
sono poi così tanti né tanto precisi. Per questo si ricorre sempre a simulazioni
al computer. Uno dei problemi più affascinanti può essere proprio la brusca
interruzione che si verifica a 48 UA. Può essere dovuta ad un evento sporadico
come il passaggio di una stella vicino alle 1000 UA, ovviamente non in tempi
recenti ma basta pensare che anche il nostro Sole è nato insieme ad altre
stelle, oppure alla presenza di un pianeta, il famoso pianeta X,
all'interno della fascia in grado di attrarre i corpi e non farli fuoriuscire
dalle 48 UA. Se fosse così, però, sarebbe strano che un tale pianeta non abbia
influenze gravitazionali su Nettuno.
La fascia di Kuiper, pur comprendendo tutti i corpi che
possiede, non dovrebbe superare una massa che vada oltre qualche massa
terrestre, il che è stato accertato studiando le interferenze gravitazionali
sull'orbita della cometa di Halley. Un altro metodo è stato trovato misurando la
radiazione termica della Fascia, che - nel caso di valori alti e quindi di molti
corpi emittenti - avrebbe alterato i valori di temperatura della radiazione
cosmica di fondo .
I dati della sonda COBE della NASA non hanno trovato mutazioni
nella radiazione a microonde, quindi sembrerebbe proprio che nella
Fascia di Kuiper sia davvero molto lo spazio libero.
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La Nube di Oort |
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La Nube di Oort è una regione del sistema solare compresa tra le
40.000 e le 100.000 UA caratterizzata da una notevole concentrazione di comete. |
La
Nube di Oort è un oggetto teorico ma oramai sembra accettato da
tutti che lontano da noi, oltre i limiti dell'orbita di Plutone, esista un
deposito di nuclei cometari che aspettano soltanto di essere stimolati per
uscire dalla propria sacca. Alcuni vanno in giro per l'Universo, altri entrano
nel Sistema Solare ed avvicinandosi al Sole iniziano a sublimare
dando luogo alle comete di lungo periodo.
Mentre la Fascia di Edgeworth-Kuiper può spiegare l'esistenza
delle comete di breve periodo, l'astronomo Oort nel 1950 (quindi in
concomitanza con i due astronomi padri della fascia di Kuiper) elabora un
concetto che consente di spiegare l'esistenza e l'origine delle comete il cui
periodo supera i duecento anni, le comete di lungo periodo.
Molto più grande della Fascia di Kuiper, la Nube di Oort ha
forma quasi circolare, a meno di stiramenti dovuti alla gravità della Via
Lattea e si estende per circa 200.000 UA., contenendo centinaia di miliardi di
nuclei di cometa. Il suo raggio sarebbe di un anno luce, con una massa
totale simile a quella terrestre. La sua zona è compresa tra le 40.000 e le
100.000 UA.
Gli oggetti della Nube di Oort non sono mai stati visti, e la
Nube è solo ipotizzata. I nuclei di cometa sono troppo deboli e lontani per
essere visti. La forma sferica sarebbe la causa del fatto che le comete di lungo
periodo sembrano provenire da ogni parte dello spazio e spesso in maniera
perpendicolare al piano dell'eclittica. Un esempio è dato dalla cometa Hale-Bopp , la cui orbita di
circa 2000 anni ha una elevata inclinazione.
Una possibile spiegazione alla formazione della Nube di Oort
consiste nell'ipotizzare che i corpi che ne fanno parte si siano formati molto
più vicini al Sole, al livello dei pianeti gassosi, e che siano stati spazzati
via dalla forza di questi ultimi.
Le comete di questa Nube possono passare vicino al Sole ma se non entrano a far
parte della sua attrazione possono anche non passare più e perdersi nello
spazio, con una traiettoria che non è ellittica ma parabolica.
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