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Caratteristiche fisiche ed orbitali del nostro satellite naturale.
Argomenti della pagina
Termini da conoscere
Afelio, Albedo, Apogeo, Asteroide, Atmosfera, Campo magnetico, Caos, Corpo celeste, Declinazione, Eclittica, Emisfero, Equatore, Equinozio, Gravità, Latitudine, Longitudine, Librazione, Massa, Meteora, Meteorite, Nebulosa, Perielio, Perigeo, Pianeta, Orbita, Polvere, Precessione, Rivoluzione, Rotazione, Satellite
La Luna: Generalità e Dati
Movimenti della Luna - Osservazione della Luna
 
La Luna Dettaglio della Luna nei pressi del terminatore
Zona del cratere di Thyco Zona craterizzata del nostro satellite
Dati Fisici
Diametro Equatoriale: 3476,2 km
Polare: 3472,0 km
Schiacciamento 0,001208
Masse terrestri 0,0123
Densità media 3,33 g/cm3
Gravità 1,62 m/s2
Velocità di fuga 2,38 km/s
Rotazione siderale 27,321662 giorni
Obliquità su eclittica 1,559°
Albedo 0,12
Magnitudine minima -12,74
Temperatura superf. da -190°C a +110°C
Dati Orbitali
Distanza media dalla Terra 384.399 km
Perigeo 356.371 km
Apogeo 406.720 km
Eccentricità 0,0549
Inclinazione su eclittica 5,145°
Mese sinodico 29,530589 giorni
Mese siderale 27,321662 giorni
Mese tropico 27,321582 giorni
Mese anomalistico 27,554550 giorni
Mese draconico 27,212221 giorni
Velocità media 1,023 km/s
Librazione in latitudine 6,8°
Librazione in longitudine 7,7°
Librazione diurna 1,0°
Massimo diametro 34,1'
Minimo diametro 29,8''
La Luna è il satelliteHyperLink della Terra, di forma pressoché sferica, caratterizzato dal fatto di porgere sempre la stessa faccia al nostro pianeta e di influenzarlo in maniera molto cospicua. Il rivolgere sempre la stessa faccia alla Terra è dovuto al fatto che il periodo di rotazione della Luna è pressoché uguale al periodo di rivoluzione della stessa intorno al nostro pianeta. Per tale motivo si parla di faccia vicina, ad indicare quella visibile dalla Terra, e di faccia lontana ad indicare quella non visibile (anche detta lato oscuro).
Ciò non toglie che sulla Luna, comunque, giorno e notte si succedono in maniera normale su ogni suo punto, se è vero che alla luce solare si segnano 100°C circa mentre al buio i gradi scendono a circa -100°C. Sebbene la faccia lunare rivolta a noi sia sempre la stessa, dalla Terra è possibile vedere un po' di più del 50% della superficie lunare grazie ai moti di librazione della Luna: dal momento che anche la Terra ruota intorno al Sole, la Luna a volte deve accelerare la velocità durante la sua orbita e questo consente di arrivare a vedere piccole zone altrimenti non visibili. La Luna influenza notevolmente la vita sulla Terra: il nostro pianeta tende ad accentuare la forma ellittica in direzione della posizione della Luna e del suo opposto, e di questo risentono notevolmente i mari che tendono a gonfiarsi generando le maree.
Un piccolo mondo coperto di finissima polvere, scosso da circa 3.000 deboli scosse endogene ogni anno ed incapace di tenere a sé una atmosfera di qualsiasi entità.

L'entità degli effetti che si sviluppano mutuamente tra Terra e Luna sono dovuti essenzialmente al fatto che, nel Sistema Solare, non esistono coppie pianeta-satellite come quella Terra-Luna, dove il satellite ha una massa inferiore di sole 81 volte rispetto a quella terrestre e dove il diametro è soltanto quattro volte minore.

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Storia della Luna
L'origine della Luna è fatta risalire ad un impatto sulla TerraHyperLink di un asteroideHyperLink grande più o meno quanto MarteHyperLink. La collisione avrebbe creato del materiale che, con il tempo e la forza di gravità, si è accorpato dando vita al nostro satellite. Questa teoria è peraltro avvalorata dal fatto che la composizione lunare sembra del tutto simile a quella dello strato più esterno della Terra, al netto delle sostanze più volatili sfuggite alla forza di gravità.
I modelli al computer hanno cercato di tener conto di tutti i dati acquisiti finora: il pianetino avrebbe sconvolto la giovane Terra in termini di crosta e di mantello, provocando la formazione di due grandi protuberanze di materiale vaporizzato. Il materiale si sarebbe poi condensato intorno alla Terra. Secondo questo modello il tempo necessario alla formazione della protoluna sarebbe stato di sole 23 ore (!!).

Un'altra teoria, tra quelle meno accreditate, vedono la Luna formarsi come parte scissa dalla Terra subito dopo la sua formazione: la Luna sarebbe originata quindi da una goccia di Terra ancora allo stato semifluido, staccatasi a causa della veloce rotazione della giovane Terra.
Ancora, la Luna potrebbe essere stato un corpo già esistente, che è entrato successivamente nell'orbita terrestre.
Ultima teoria possibile, vede la Luna formarsi dalla stessa nebulosa dalla quale ha avuto origine la Terra: in tali circostanze, la Terra avrebbe avuto un disco di polveri, simile a quello di SaturnoHyperLink, che poi si è aggregato a formare il nostro satellite.

La tesi più accreditata, come detto, è la prima e sembra che sia anche raro che un satellite possa formarsi in questo modo. La maggior parte degli altri si è formata, infatti, per consolidamento di un disco di materiale risalente al periodo di formazione del pianeta oppure per cattura gravitazionale da parte dei pianeti.
La Luna ha attraversato differenti ere geologiche, proprio come la nostra Terra. Ogni era è legata ad un determinato impatto, e nella scala geologica si riscontrano ad oggi sei ere:

ERA PRE-NECTARIANA: estesa da 4,5 a 3,92 miliardi di anni fa è caratterizzata dalla formazione dei crateri Grimaldi, Ptolemaeus e dal Mare Tranquillitatis. In pratica il periodo di questa era è quello della formazione ed accrescimento del nostro satellite, durante il quale la Luna è stata soggetta a moltissimi bombardamenti dai corpi ancora vaganti nel Sistema Solare. Al cessare dei frequenti bombardamenti, alcune strutture craterizzate sono potute resistere fino ad oggi.

ERA NECTARIANA: estesa da 3,92 a 3,85 miliardi di anni fa, con la formazione del Mare Crisium e dei crateri Cleomedes e Clavius. Ovviamente è questa la fase di creazione del Mare Nectaris, che dà origine al nome.

ERA IMBRIANO INFERIORE: estesa da 3,85 a 3,75 miliardi di anni fa e caratterizzata dal Mare Imbrium (da cui il nome) e dai crateri Petavius, Arzachel e Cassini.

ERA IMBRIANO SUPERIORE: estesa da 3,75 a 3,20 miliardi di anni fa, è caratterizzata dai crateri Archimedes, Plato e Posidonius. In questa fase i bacini vengono riempiti dalla lava proveniente dal centro della Luna.

ERA ERATOSTENIANA, estesa dai 3,20 a 1,10 miliardi di anni fa, è caratterizzata dai crateri Eratosthenes, Bullialdus e Langrenus. E' l'era più lunga, che vede il riempimento lavico del Mare Imbrium e dell'Oceanus Procellarum. I crateri che risalgono a questo periodo presentano ancora una circonferenza scura data dal materiale espulso dall'impatto (ejecta), ma non presentano raggiera.

ERA COPERNICANA: estesa da 1,10 miliardi di anni fa ad oggi, vede la formazione di crateri Copernicus, Tycho ed Aristarchus. Il periodo è privo di colate laviche mentre i crateri nati presentano ancora raggiere evidenti.

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Atmosfera e Campo magnetico
L'unica forma atmosferica presente sulla Luna è dovuta al vento solare, che comunque non viene ritenuto, e dal rilascio di gas da parte delle sue rocce. Più che di atmosfera si parla quindi di esosfera. La mancanza di atmosfera fa raggiungere temperature che vanno da 100°C a -190°C, rende assenti i fenomeni atmosferici noti sulla Terra come pioggia, vento, nuvole, e rende impossibili fenomeni visivi come le meteore. I principali gas che compongono l'esosfera sono idrogeno, elio, neon ed argo. Il 90% degli elementi viene proprio dal vento solare, il resto proviene dalle rocce lunari.
Altra cosa che manca sulla Luna, oggi, è un campo magnetico propriamente detto. A meno di alcune zone che hanno caratteristiche magnetiche elevate (un esempio è il Reiner Gamma, una zona dell'Oceanus Procellarum con forte campo magnetico), il nucleo metallico della Luna dovrebbe essersi tutto solidificato dal momento che oggi non esiste un campo magnetico totale. Un simile campo, invece, avrebbe dovuto esistere fra 3,9 e 3,6 miliardi di anni fa.

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La superficie lunare e la struttura interna
La Luna è pressappoco una palla: sebbene abbia una gibbosità in direzione della Terra, dovuta all'attrazione del nostro pianeta, la differenza tra i due assi è soltanto di 1,5 chilometri, pari allo 0,43%.
La superficie lunare appare, anche ad occhio nudo, come un sterminata distesa di crateri da impatto, provocati da meteoriti ed asteroidi che nei tempi di assestamento dopo la creazione del satellite dilaniarono la superficie sia della Luna che della Terra. Da Terra le tecniche radar riescono a spingersi fino a 1300 metri sotto la superficie lunare, il che ha consentito di scoprire - ad esempio - sacche di ghiaccio sotto il polo sud lunare, forse residuo di una cometa sprofondata in tempi antichi.
La superficie è simile a quella di un deserto, con una polvere compatta detta regolite e qualche roccia in evidenza. Proprio la presenza di polvere è stata resa famosa ed evidente dalle foto scattate durante le missioni ApolloHyperLink. La regolite ha una granulometria molto variabile ed ha uno spessore minimo nei bacini (da pochi centimetri a 5 metri) e massimo sugli altopiani, dove arriva a 30 metri. Lo strato superficiale lunare è stato a lungo bombardato da asteroidi e meteoroidi più o meno grandi, che lo hanno frammentato in superficie. A questo si aggiungono, inoltre, le polveri interplanetarie che regolarmente cadono sul suolo della nostra Luna. Le superfici più antiche sono ovviamente coperte da uno strato maggiore di regolite: nelle terre lo spessore è compreso tra 20 e 30 metri mentre nei mari si va dai 2 agli 8 metri. Sembra un valore molto alto ma la regolite non è intesa soltanto come polvere sottile ma come l'insieme dei detriti che coprono il suolo lunare.
La mancanza di una atmosfera in grado di propagare la luce solare fa si che il cielo visto dalla Luna sia sempre nero e pieno di stelle.

Attraverso la sonda giapponese Kaguya, nel 2009 si è giunti in possesso della più dettagliata mappa lunare di sempre, ottenuta misurando il tempo di ritorno di un fascio di luce proiettato dalla sonda stessa sul suolo lunare. La superficie risulta molto rigida, troppo per avere liquidi al suo interno. Il punto più alto della Luna si trova sul bordo del bacino Dirichlet-Jackson, vicino all'equatore (Lat. 14°N, Long. 158°W) in prossimità di una montagna che raggiunge i 10.750 m rispetto alla quota media lunare. Il punto più basso, invece, si trova in un affossamento di 9.060 metri sul fondo del cratere Antoniadi, vicino al Polo Sud.

Andando nello specifico, la superficie lunare si contraddistingue per due classi di regioni: i mari, macchie scure alla nostra vista, e le terre, che si presentano più chiare. Poi ci sono altri tipi di strutture.

I MARI O BACINI

I mari sono ampie regioni che si estendono al di sotto del livello medio superficiale. Il loro aspetto è liscio, senza crateri né protuberanze di rilievo.

La loro origine sembra riconducibile a colate laviche di origine vulcanica, avvenute all'incirca 3,5 miliardi di anni fa, quindi in epoca più recente rispetto al resto del suolo lunare. Queste colate laviche sono andate a riempire i crateri scavati da impatti di piccoli asteroidi: la frantumazione della crosta dovrebbe aver raggiunto il mantello lunare determinando la fuoriuscita di lava a profondità di 200-400 chilometri. Questa lava ha coperto il cratere da impatto.
I mari riflettono poca luce (la loro albedo si aggira tra 0,05 e 0,1 della luce solare incidente), quindi appaiono come chiazze scure in contrapposizione alle zone più riflettenti del satellite. Proprio per questo motivo, queste zone vennero chiamate mari: si pensava un tempo che fossero coperte di acqua.
La minore brillantezza è dovuta alla presenza maggiore di ferro ed alla scarsità di alluminio. La composizione dei mari parla di lava basaltica ricca di ferro, con datazione - come detto - compresa tra i 3,7 ed i 3,1 miliardi di anni. Dal confronto delle date e dalla stratificazione verticale dei mari risulta che l'emissione di lava deve aver seguito di un centinaio di milioni di anni la formazione del bacino e che tale emissione è avvenuta a più riprese e non in una volta sola.
Sull'emisfero vicino, le zone lisce rappresentano il 31% della superficie lunare ma nell'emisfero lontano la percentuale scende al 2,6%. Ne risulta che la superficie lunare è rivestita dal 16,9% dai mari. In aggiunta a ciò, versamenti di lava a coprire il bacino creato dall'impatto sono tipici della faccia vicina della Luna, mentre sulla faccia nascosta sono eventi molto rari. Come mai questa differenza tra i due emisferi? La differenza non sta negli impatti ma nel modo in cui la lava fuoriesce e nella distanza che deve coprire prima di arrivare in superficie. La crosta lunare ha uno spessore diverso nei due emisferi: il baricentro lunare è spostato verso la terra di circa 1,8 chilometri, quindi la lava fa prima ad uscire sul nostro emisfero rispetto all'altro, visto che deve percorrere più strada.
Le rocce che formano i mari sono più giovani di quelle presenti in altri tipi di strutture, e risultano più dense (3,4 volte più dense dell'acqua).

LE TERRE O CONTINENTI O ALTOPIANI

Le terre sono le regioni poste ad una altezza superiore rispetto al livello medio del suolo. Coprono circa l'85% della superficie lunare, soprattutto nel suo lato invisibile, e sono formate da rocce meno dense rispetto a quelle dei bacini (circa 3 volte la densità dell'acqua) e molto più antiche.

Le terre sono state disastrate dai crateri, che spesso si sovrappongono gli uni con gli altri consentendo, tra l'altro, di definire una stratigrafia del suolo lunare mirante ad individuarne le date. I crateri dotati di una raggiera, infatti, sono i più recenti visto che con il tempo i raggi vengono coperti da nuovo materiale. I raggi sono formati dal materiale lavico fuoriuscito in seguito ad un forte impatto. Sulle terre si ergono anche catene montuose, con rilievi fino a 6 km, soprattutto in prossimità dei mari.
Le catene montuose non hanno la stessa origine tettonica di quelle terrestri, ma derivano dagli impatti. La minor gravità ha poi contribuito a far sì che molti picchi raggiungano gli otto chilometri di altezza. Del resto l'assenza di movimenti endogeni è testimoniata dal fatto che le strutture lunari non si spostano di un millimetro, e nemmeno il calore interno riuscirebbe a sostenere una dinamica tettonica. Le misurazioni dell'Apollo 17 hanno indicato il flusso di calore endogeno di soli 2-4 mW/cm2, la metà di quello terrestre.
La parte delle terre ha un albedo maggiore rispetto ai mari, compresa tra il 12 ed il 18% della radiazione incidente, il che è dovuto alla scarsezza di ferro ed all'elevato contenuto di alluminio. Il tipo di roccia prevalente è la breccia, un coacervo di rocce tenute insieme da un collante più fine generato dagli impatti. Le zone per le quali sono stati prelevati campioni portano ad una datazione risalente a 3,8-3,9 miliardi di età. Questo potrebbe significare che queste zone si sono formate tutte in cento milioni di anni, oppure che i campioni non sono esaustivi.

CRATERI LUNARIHyperLink
I crateri lunari, come quelli presenti sugli altri corpi rocciosi del Sistema Solare, si possono suddividere in due macrotipologie, secondo il dettato di M.R.Dance del 1965.
I crateri semplici sono circolari, con sezione parabolica e l'unica caratteristica morfologica è data da eventuali frane che dalle pareti cadono sul fondo del cratere. La profondità si attesta sulla percentuale del 20% del diametro del cratere stesso. La grandissima parte dei crateri inferiori ai 15 chilometri di diametro sono di questo tipo.
I crateri complessi sono quelli che presentano un picco centrale e la cui profondità aumenta in maniera inversamente proporzionale rispetto al diametro del cratere. Maggiore è il diametro, in pratica, e maggiore è la profondità ma l'aumento di quest'ultima rallenta all'aumentare del diametro. Non basta: maggiore è il diametro e maggiore è l'anello di montagne che circonda il picco centrale.
A volte i crateri di questo tipo sono riempiti di lava, ed in tal caso si parla di circo. La lava può addirittura arrivare a sommergere il picco centrale, ed in tal caso il circo appare come una piazza liscia circondata da un bordo montagnoso. Ad esempio, i mari spesso nascondono dei crateri, visibili soltanto attraverso dei ghost rings, anelli fantasma che appaiono in condizioni di luminosità favorevole e che sono il bordo del cratere che sporge appena dalla colata lavica.
Il diametro che sulla Luna segna il confine tra un tipo e l'altro è, come accennato, 15 chilometri e dipende dalla gravità esercitata dal satellite. E' un fenomeno che si verifica anche su MercurioHyperLink, ad esempio, con una soglia di 7 chilometri di diametro.

A volte la lava esce in maniera molto lenta e quindi più densa. La densità fa sì che non riesca ad uscire dalle fessure del terreno, con la conseguenza che si formano delle strutture a cupola con una bocca di uscita del diametro tipico di un chilometro. Queste strutture sono chiamate domi.
A volte il flusso di lava riesce a scavare dei canali, in un meccanismo ancora ignoto. In tal caso si creano strutture tipo valli, chiamate rimae.
Le dorsali marine invece sono conseguenze della tettonica lunare, provocate da fenomeni di compressione di zolle tettoniche. Raggiungono i 100 metri rispetto al terreno, quindi sono visibili soltanto nelle prossimità del terminatore (la zona di transito tra falce illuminata e parte oscura della Luna).
Quando la crosta lunare anziché corrugarsi si dilata, invece, si formano le faglie o rupes. A volte le faglie sono parallele, con una bassa striscia di terreno a separarle. In tal caso si parla di graben.

Il suolo lunare, come dimostrano i sismografi lasciati dall'uomo e dalle sonde, è soggetto a svariati terremoti, sia superficiali sia in profondità, forse dovuti alla forza mareale che la Terra imprime sul suo satellite. Inoltre, proprio sotto i mari si verificano concentrazioni di massa ancora inspiegabili ma i cui effetti sono resi evidenti dal fatto che i satelliti in orbita lunare vengono deviati. Si parla di mascon proprio ad indicare questi accumuli particolari di massa, in grado di creare anomalie gravitazionali negative, forse derivanti dallo sprofondamento antico di grandi asteroidi.

STRUTTURA INTERNA
La struttura interna della Luna è stata resa nota grazie allo studio delle onde sismiche derivanti dai frequenti lunamoti che la Luna ospita, sebbene nessuno sia superiore al II Grado Richter. I lunamoti possono essere di vario tipo:
- superficiali: dovuti a sbalzi di temperatura;
- artificiali: dovuti ad atterraggi di moduli o cariche fatte esplodere durante le visite umane;
- meteorici;
- profondi: dovuti alla residua attività endogena o alle forze mareali.

Gli ipocentri dei sismi endogeni si trovano tra 600 e 950 chilometri di profondità, che forse è la profondità che separa la crosta dall'interno plastico. L'interruzione delle onde sismiche lascia pensare che esistano delle discontinuità.

Ricapitolando:

Strato Caratteristiche
Regolite Polvere a granulometria molto variabile ed ha uno spessore minimo nei bacini (da pochi centimetri a 5 metri) e massimo sugli altopiani, dove arriva a 30 metri.
Suolo omogeneo Onde a 100-900 m/s
Discontinuità 20 chilometri. Onde a 6,7 km/s
Crosta solida 20-60 chilometri: onde a 6,7 km/s
Discontinuità 60 chilometri: onde a 9 km/s
Mantello solido 60-150 km: onde a 7,8 km/s
Mantello forse solido 150-1000 km
Nocciolo centrale fluido 1000-1500 km: temperature di circa 1100°C

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Moti lunari: rivoluzione, rotazione e librazione
RIVOLUZIONE E MAREE
La Luna, come gli altri corpi celesti non caotici, segue le leggi di KepleroHyperLink, descrivendo una ellisse intorno al fuoco-Terra con un raggio medio di 384.000 Km. Il moto lunare, tuttavia, è molto eccentrico e risente della gravità terrestre oltre che di quella solare, con il risultato che anche la velocità è abbastanza atipica. In sintesi, il moto lunare è davvero complicato e per semplificare è stato scomposto in movimenti singoli più semplici.

Uno degli effetti più evidenti del movimento lunare intorno alla Terra è legato al noto fenomeno delle maree: sono provocate dall'azione gravitazionale di Luna e Sole e dalle forze di rotazione del sistema Terra-Luna.

Nei punti di novilunioHyperLink e di plenilunio si ha l'altezza massima della marea, mentre nei momenti di quadratura (primo ed ultimo quarto) le maree sono minime. Il motivo è presto spiegato: nei punti di plenilunio e novilunio, Sole, Terra e Luna sono perfettamente allineati quindi la forza di attrazione del Sole viene ad aggiungersi a quella terrestre, sollevando quindi masse d'acqua maggiori in direzione dell'asse di allineamento. Nei punti di quadratura, invece, l'attrazione terrestre tira da una parte mentre quella solare tira dall'altra. Non bisogna commettere l'errore di pensare che le maree siano fenomeni che ricadono soltanto sulle masse d'acqua terrestri, però. Anche i continenti, l'atmosfera e la crosta lunare risentono di questi influssi mareali, e non ultimo ne risente il centro di massa che si sposta in direzione del nostro pianeta.


Tra apogeo (massima distanza dalla Terra) e perigeo (minima distanza dalla Terra) la velocità della Luna cambia del 25% circa, mentre - ad esempio - la velocità di rivoluzione terrestre varia soltanto del 7% tra lefasi di afelio e perielio . Dal momento che la Terra gira intorno al Sole in orbita ellittica inclinata di 5°8' e che la Luna ruota intorno alla Terra, ne segue che l'orbita della Luna intorno al Sole segue quella terrestre ma non è dritta: la Luna effettua una sorta di spirale molto allungata durante la quale rivolge sempre la concavità dell'orbita verso il Sole.
In realtà Terra e Luna orbitano intorno al loro baricentro comune, che si trova 1740 chilometri sotto la crosta terrestre e proprio per questo motivo, alla luce dei fatti, la Luna orbita intorno alla Terra.
Ruotando intorno al Sole ed intorno al centro di massa del sistema Terra-Luna (per quanto contenuto sotto la sua stessa crosta), la Terra viene a trovarsi, rispetto al centro di massa stesso, più avanti o più indietro, il che determina la cosiddetta inuguaglianza lunare, che si configura come uno scarto periodico nella posizione del Sole di 6,4''. Questo fattore complicherebbe i calcoli in maniera davvero drastica, quindi solitamente viene accantonato visto che il punto di centro di massa si trova, comunque, dentro la Terra stessa.

ROTAZIONE
La Luna ruota intorno al proprio asse polare nello stesso tempo, più o meno, che le occorre a fare un giro intorno alla Terra, e non è un caso raro per quanto riguarda i satelliti. Si parla di rotazione sincrona e, come detto, è per questo che la Luna ci mostra sempre la stessa faccia. Questo fatto fu spiegato da Lagrange nel 1764, e fu ricondotto dal matematico-astronomo alla gravità terrestre che avrebbe frenato la rotazione lunare originaria, più veloce. Quindi oggi il giorno lunare medio è di 708 ore.
Dal momento che l'asse polare lunare è inclinato di soli 6,41°, il giorno lunare risente di piccolissime variazioni stagionali, contrariamente a quanto avviene per la Terra dove il Sole varia da un Tropico all'altro, con declinazioni intorno ai +23° ed i -23°. I raggi del Sole colpiscono la Luna quasi sempre con la stessa incidenza in una zona di perpendicolarità che varia in un range di soli 12° contro i nostri 46°.
Il giorno lunare, quindi, è quasi uguale a tutte le latitudini in termini di durata ed il Sole arriva sempre all'orizzonte dei Poli lunari.

LIBRAZIONE
Come quasi tutti gli altri satelliti del Sistema Solare, anche la Luna possiede un movimento sincrono tra rotazione e rivoluzione, con la conseguenza che rivolge verso la Terra sempre la stessa faccia. Quindi, da Terra, dovremmo poter vedere sempre e soltanto il 50% della superficie lunare. Non è realmente così, dal momento che la Luna è sottoposta a due particolari oscillazioni, uno in longitudine e l'altro in latitudine , che consentono di vedere un po' di più.

La librazione in latitudine, che consente di vedere il nostro satellite un po' più sotto ed un po' più sopra rispetto alla visione normale, è dovuta al fatto che l'asse di rotazione lunare non è perfettamente perpendicolare al piano dell'orbita lunare. Se così fosse, vedremmo il nostro satellite sempre parallelamente al punto dell'equatore ed invece a volte lo vediamo da più in basso ed altre volte da una posizione più alta. L'inclinazione dell'asse di rotazione lunare rispetto al piano dell'orbita lunare è di 6° 40'.
Quando il piano dell'orbita interseca l'asse di rotazione, vediamo precisamente il disco lunare che ci aspettiamo. Quando lo interseca più in basso riusciamo a vedere una parte di Polo Sud lunare che prima non vedevamo, pur perdendo ovviamente parte della visione del Polo Nord lunare. Quando lo interseca più in alto accade il contrario. Sommando il tutto, riusciamo a vedere zone di Polo Nord e di Polo Sud lunare che altrimenti non potremmo vedere (angolo tra asse di perpendicolarità in nero ed asse di rotazione in rosso nella figura, molto semplificata).

La librazione in longitudine, invece, ci consente di vedere zone laterali aggiuntive a quelle che vediamo dal disco lunare solito.
La causa di questo è dovuta essenzialmente ai due moti, rivoluzione e rotazione, della Luna rispetto alla Terra. Sappiamo che in media i due moti durano lo stesso tempo, tuttavia la rotazione ha una durata media che è pari alla durata assoluta della rotazione, ed il fatto che si tratta di una media rende possibile il fenomeno della librazione in longitudine. Spieghiamo meglio: la rivoluzione segue le leggi di Keplero, quindi la sua velocità è maggiore in prossimità del perigeo e minore in prossimità dell'apogeo .
Ne segue che, quando la Luna si avvicina al perigeo, l'angolo del tratto percorso in rivoluzione è maggiore dell'angolo percorso in rotazione, con la conseguenza che vediamo una zona lunare prima nascosta.
Allo stesso modo, quando la Luna si avvicina all'apogeo l'angolo di rotazione percorso in un determinato momento (in disegno, spostamento del punto rosso sulla superficie lunare) sarà maggiore (perché il movimento è più veloce) dell'angolo A del segmento di rivoluzione percorso (in apogeo la Luna va più lenta, seconda legge di Keplero). Quindi, i due movimenti nel giro completo hanno lo stesso tempo (sincronia), ma nel breve periodo i tempi subiscono disallineamenti che consentono di scoprire una parte di suolo lunare.
In tutto, da Terra possiamo vedere circa il 59% della superficie lunare.
Oltre alle librazioni canoniche finora descritte, ne esiste un altro tipo dovuto al fatto che l'osservatore terrestre non risiede al centro della Terra ma sulla sua superficie e quindi il suo punto di osservazione, per un oggetto relativamente vicino come la Luna, risente dell'effetto di parallasse. La librazione parallattica deriva quindi dalla posizione di osservazione, quindi la rotazione terrestre farà variare il punto di vista di una quantità uguale alla parallasse lunare che è circa 1° (la parallasse è l'angolo sotto il quale dalla Luna vediamo il raggio terrestre). Quindi potremo osservare al sorgere della Luna un po' di superficie oltre il lembo Est e al tramonto un po' verso il lembo Ovest.
 
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A cura di
Stefano Capretti
Ultima modifica: 27/08/2010 Il sito è stato visitato 415055  volte
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