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Il pianeta Terra Condividi
Caratteristiche e dettagli dell'unico pianeta abitato attualmente conosciuto.
Argomenti della pagina
Termini da conoscere
Asteroide, Atmosfera, Campo magnetico, Corpo celeste, Eclisse, Eclittica, Effetto serra, Equatore, Gravità, Massa, Meteora, Novilunio, Orbita, Pianeta, Plasma, Plenilunio, Rivoluzione, Rotazione, Satellite, Stella, Vento solare
Il pianeta Terra: Generalità e Dati
 
Il pianeta Terra ripreso dallo spazio La Terra vista sorgere dalla Luna
Acqua, aria e terra: un paesaggio unico nel nostro Sistema Solare Un altro paesaggio unico nel nostro Sistema Solare
Dati Fisici
Diametro Equatoriale: 12756,28 km
Polare: 12713,50 km
Schiacciamento 0,00335364
Massa 5,9742x1024 kg
Densità media 5,515 g/cm3
Gravità 9,83 m/s2
Velocità di fuga 11,18 km/s
Rotazione siderale 0,99726963 giorni
Obliquità su eclittica 23,44°
Albedo 0,367
Temperatura superf. +22°C
Dati Orbitali
Distanza media dal Sole 149.597.870 km
Perielio 147.091.474 km
Afelio 152.104.286 km
Eccentricità 0,016707
Inclinazione su eclittica
Rivoluzione siderale 1anno
Velocità media 29,78 km/s
La Terra è il terzo pianetaHyperLink in ordine di distanza dal Sole ed è attualmente l'unico, tra quelli noti agli esseri umani, a poter ospitare forme di vita. E' il pianeta terrestre più grande all'interno del sistema solare, sia per dimensione che per massa, ed è l'unico in cui l'acqua è presente in forma liquida. La particolare atmosfera della Terra ed il suo campo magnetico consentono di isolare il pianeta da radiazioni nocive e, non ultimo, da un gran numero di meteore che si disgregano a contatto con l'atmosfera stessa. Non ultimo, l'interazione tra gli strati di atmosfera ed i venti solari che vengono bloccati genera il meraviglioso fenomeno delle aurore polari.

Vista dallo spazio, la Terra risulta perfettamente sferica anche se in realtà non lo è. Non sono le montagne a deviare la forma da quella sferica, visto che dallo spazio anche l'Everest diventa insignificante. Il diametro polare è leggermente inferiore a quello equatoriale, quindi la Terra risulta più gonfia che alta. Non sono cifre astronomiche, la differenza è di soli 21,476 chilometri, pari allo 0,34% del raggio medio terrestre. Alcune zone inoltre sono più schiacciate, soprattutto nell'emisfero settentrionale. La forma della Terra è quindi meglio rappresentata da una pera. Alla sua forma è stata data la denominazione di geoide, che altro non vuol dire se non "forma di Terra".

Ancora dibattuti sono i motivi di questa forma particolare, spesso ricondotti al moto di rotazione del globo ed alla distribuzione non omogenea dei continenti che ospita. La Terra ruota da ovest verso est una volta al giorno attorno all'asse che unisce il Polo Nord al Polo Sud. È per questo che il Sole e tutte le stelle sorgono a est e tramontano a ovest. Ruota attorno al Sole, completando una rivoluzione all'anno.
La Terra è nata circa 4,75 miliardi di anni fa ed ha un satellite, la Luna, che le orbita intorno in poco più di 27 giorni da circa 4,53 miliardi di anni, formatosi probabilmente in seguito alla collisione della Terra con un pianetino della grandezza di Marte. La rivoluzione lunare intorno alla Terra avviene a circa 350.000 Km di distanza, in rotazione sincrona che consente al satellite stesso di mostrare sempre la stessa faccia al nostro pianeta. Il moto avviene con un tilt di circa 6° rispetto al piano equatoriale terrestre, il che impedisce che ad ogni novilunio si abbia una eclisse di Sole e che ad ogni plenilunio si abbia una eclisse di Luna.
C'è anche un asteroide che potrebbe sembrare un satellite della Terra, ma in realtà la sua orbita è condivisa anche con altri pianeti come Giove. Si tratta di 5753 CruithneHyperLink.

L'asse di rotazione terrestre è inclinato di 23,27° rispetto alla perpendicolare al piano dell'eclittica, il che - unitamente alla rivoluzione - determina l'alternarsi delle stagioni. La parte interna, attiva dal punto di vista geologico è composta da un sottile strato mantello terrestre relativamente solido o plastico, un strato di nucleo terrestre esterno generante il campo magnetico, ed un nucleo interno solido di ferro.

A caratterizzare la Terra rispetto a tutti gli altri corpi celesti finora conosciuti è la presenza di acqua, che ricopre il 71% della superficie planetaria. L'acqua si trova sulla Terra in tutti e tre i suoi stati: ghiacciato, liquido e gassoso ed è proprio questa caratteristica che rende possibile la vita sul nostro pianeta. Grazie all'acqua, infatti, sono possibili le erosioni di rocce da parte di fiumi, laghi, oceani e ghiacciai, i cambiamenti stagionali, i fenomeni atmosferici.

Il nostro mondo è diviso in quattro sfere: atmosfera (sfera dei gas), litosfera (sfera delle rocce), biosfera (sfera della vita) e idrosfera (sfera dell'acqua).

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La Litosfera

La litosfera è la parte più estesa ma anche la meno conosciuta della Terra, estendendosi per oltre 6000 chilometri di rocce allo stato solido e fluido.


L'uomo finora riesce a scavare fino a 15 chilometri di profondità, pari a circa lo 0,002% del raggio terrestre. E' chiaro che in queste condizioni non possiamo sostenere di avere una approfondita conoscenza della litosfera.
Ciò che sappiamo è frutto di elaborazioni teoriche dedotte soprattutto dai sismografi, strumenti che servono a misurare le vibrazioni terrestri in seguito a scosse di terremoto. Fu proprio in questo modo che Andrea Mohorovicic riuscì a capire che le onde si propagano con velocità dipendenti dalla densità delle rocce utilizzate come mezzo di propagazione. Le onde di terremoti lontani, infatti, giungevano più rapidamente di quelle legate a terremoti vicini. I terremoti lontani emettono onde che possono giungere in profondità, quindi le rocce della profondità sono più dense di quelle superficiali. Da questa deduzione si iniziò a parlare di crosta e di mantello, separate proprio da una zona che viene detta discontinuità di Mohorovicic, spessa lo 0,78% del raggio terrestre e posta tra i 6 ed i 40 chilometri di profondità.
L'idea di Mohorovicic fu sfruttata da tanti altri e lo studio di particolari tipi di onde portò a stratificare sempre di più la litosfera terrestre fino ad arrivare ad un nucleo fluido, incapace di trasmettere le onde provenienti da terremoti verificatisi nell'emisfero opposto a quello di osservazione (scoperto da Gutenberg e perciò detto Discontinuità di Gutenberg).

La litosfera ad oggi risulta, quindi, composta come segue:

Strato Profondità (km) Caratteristiche
Crosta 4-40 Strato solido distinto in:
- strato continentale, con densità 2,6 g/cm3 e temperatura 15-600°C, rocce sedimentarie e metamorfiche;;
- discontinuità di Conrad;
- strato oceanico, più profondo, densità 3 g/cm3, temperatura 600-1200°C, rocce ignee
Discontinuità di Mohorovicic 6-40 più superficiale sotto gli oceani, più profonda sotto i continenti;
Mantello 40-2900 Strato solido, distinto in:
- mantello superiore, 40-150 km;
- astenosfera, 150-1200 km, con rocce più fluide.
Discontinuità di Dahn 1200
Mantello inferiore 1200-2900 densità circa 6,5 g/cm3, temperatura 3000-5500°C
Discontinuità di Gutenberg 2900
Nucleo esterno 2900-5000 Dai 2900 ai 5000 km c'è il nucleo esterno fluido. Densità 10 g/cm3, temperatura 2000°C
Discontinuità di Lehman 5000-5500
Nucleo interno 5500-6300 Solido, con densità fino a 18 g/cm3, temperatura 10000°C

I minerali sono pietre formate da un solo composto chimico, solitamente cristallini per aspetto e con una struttura geometrica definita. Le rocce, invece, sono masse variegate composte da aggregati di minerali.

Volendo accennare a qualche tipologia di roccia, abbiamo:

Tipo di roccia Caratteristiche
Ignee o Vulcaniche Si tratta di rocce prodotte direttamente dalla forza endogena terrestre, tramite solidificazione del magma. Costituite da silicati, ricche di cristalli e spesso piene di bolle prodotte dal gas durante il raffreddamento del magma stesso. Possono essere:
- Plutoniche: il magma si solidifica con pressione e temperatura elevate, sviluppando cristalli di misure omogenee (es. graniti);
- Laviche: il magma si solidifica in superficie, a temperatura e pressione ambientali provocando molte bolle (es. lapilli, pomice) e cristalli molto diversi tra loro.
Sedimentarie Si originano in ambiente marino. A volte i fondali cedono ed il materiale diverso viene a trovarsi schiacciato sotto migliaia di metri di sedimenti. Lo schiacciamento fa uscire l'acqua e resta soltanto la roccia amalgamata. Esistono diversi tipi:
- Rocce organogene: formate da plancton ed animali (es.: barriere coralline)
- Rocce evaporitiche: risultato del deposito salino prodotto dall'evaporazione dell'acqua.
Metamorfiche A profondità comprese tra 20 e 40 km, pressione e temperatura sono elevatissime e le rocce che ne seguono derivano dalla metamorfosi di rocce ignee e sedimentarie. Si tratta di silicati, ad eccezione dei marmi.

Sappiamo che la Terra si caratterizza da faglie: se le pietre sono sottoposte a forze di una certa entità, si curvano formando delle pieghe dritte, inclinate, coricate ed ultracoricate se le rocce si fratturano. Se la forza impressa supera il limite di plasticità le rocce si rompono e si allontanano tra loro, dando luogo proprio alle faglie.

I continenti, ormai lo sappiamo, erano un tempo uniti a formare la Pangea, un enorme continente che comprendeva tutte le terre emerse. La teoria fu avanzata da Alfred Wegener e prevedeva un allontanamento dei vari continenti fino a giungere all'attuale configurazione: era il 1915 e veniva esposta per la prima volta la teoria della deriva dei continenti. La teoria fu del tutto contrastata per vari motivi, primo tra tutti il fatto che Wegener non era un geologo ma un climatologo. In più, nemmeno lui sapeva mostrare il motivo che spinse i continenti ad allontanarsi.
La risposta giunse negli anni Sessanta con la teoria della tettonica a zolle o a placche, di McKenzie e Parker, per la quale la crosta terrestre è una serie di tasselli rocciosi che si muovono appoggiate sul mantello, sopra la discontinuità di Mohorovicic. Le placche scorrono lungo i margini di placche vicine provocando terremoti superficiali. Se le placche si scontrano, si formano nuove montagne. Se scorrono una sull'altra creano fosse oceaniche.

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Idrosfera

L'idrosfera è la parte del pianeta occupata dall'acqua liquida e solida, intesa come mari, fiumi, laghi, oceani, falde sotterranee, calotte polari, ghiacciai, banchise, ecc.

I limiti sono dati dai ghiacciai sulle montagne più alte, come l'Everest a 8848 km di altezza, alle fosse più depresse, come la Fossa delle Marianne poste fino a 11 chilometri sotto il livello del mare.
L'idrosfera non è mai ferma, soggetta a correnti e maree, e con i suoi movimenti modifica la litosfera erodendola ed influisce sul clima terrestre in maniera decisiva, rappresentando un serbatoio di calore senza paragoni.

MARI E OCEANI
I mari sono masse d'acqua che separano terre relativamente vicine, mentre gli oceani sono masse d'acqua che separano i continenti. Solitamente i secondi raggiungono profondità maggiori rispetto ai primi. Sebbene i due oggetti non siano separati, possono differire per salinità, densità e temperature: evaporazione e scioglimento dei sali, più facile in acqua calda, rende ad esempio le acque tropicali più salate rispetto a quelle dei mari freddi. In base alle profondità si hanno varie zone:

Zone Caratteristiche
Eufotica La zona eufotica è quella raggiunta e raggiungibile dai raggi solari, quindi quella più superficiale. La zona più superficiale, fino a 50 metri, è detta zona emipelagica, mentre quella tra 50 e 200 metri è detta zona mesopelagica, raggiunta soltanto dai raggi UV e nella quale le piante sono presenti soltanto sottoforma di alghe brune.
Afotica La zona afotica è quella estesa sotto i 200 metri di profondità, dove neanche i raggi UV possono penetrare. Tra i 200 e i 600 metri si parla di zona infrapelagica, popolata da numerose tipologie di animali, mentre sotto i 600 metri e fino ai 2500 metri si parla di zona batipelagica, caratterizzata da grandi carnivori e animali adatti al buio. Sotto i 2500 si parla di zona abissopelagica, quasi deserta.

Scendendo con la profondità, la pressione aumenta in maniera costante di circa 1000 hPa ogni 10 metri mentre la temperatura è fortemente influenzata dalla latitudine del luogo.

LAGHI E FIUMI
Laghi e fiumi sono importanti serbatoi di acqua dolce.
I laghi hanno differenti origini, come quella vulcanica, glaciale, tettonica, costiera (con acqua salmastra), carsica, alluvionale.
I fiumi, invece, possono essere alimentati da alluvioni o da ghiacciai. La caratteristica essenziale è data dalla portata d'acqua, intesa come metri cubi di acqua al secondo passanti per un determinato punto.

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Atmosfera

L'atmosfera indica genericamente l'involucro superficiale di un pianeta o di una stella, costituito fondamentalmente da gas e ioni.

Quindi è impossibile definire precisamente dove ha inizio e dove termina questo strato. Dove termina il plasma atmosferico e dove inizia quello interplanetario?
I gas sono legati ad un corpo celeste dalla gravità che esso sprigiona, ma se la gravità non basta più a tenerli in orbita i gas fuggono via e si perdono nello spazio interplanetario. Per la Terra il discorso è ancora più complesso: dove termina la nostra atmosfera e dove inizia il vento solare?

Il limite esterno è definito come il livello al quale si presume che le molecole di gas atmosferico cessino di subire l'attrazione terrestre e le interazioni con il campo magnetico della Terra. Questo limite è fissato tra i 30.000 chilometri sopra i poli ed i 60.000 chilometri sopra l'equatore. Impreciso ovviamente, visto che il campo magnetico terrestre viene deformato dal vento solare.

Il 90% del gas che compone l'atmosfera è posto in prossimità del suolo e si rarefà salendo con l'altezza. La densità, quindi, è massima a terra e diminuisce in maniera molto rapida, così come la pressione. La temperatura invece è minore nello strato intermedio, visto che verso il basso è influenzata dall'irraggiamento terrestre mentre in alto dall'irraggiamento solare.

La Terra ha un'atmosfera relativamente spessa, composta per il 78% di azoto per il 21% di ossigeno e per l'1% di argon, più tracce di altri gas tra cui il biossido di carbonio e l'acqua. L'atmosfera separa la superficie terrestre dall'ambiente inospitale dello spazio, blocca buona parte delle radiazioni solari, modera le temperature sulla superficie ed è il veicolo di trasporto del vapore acqueo e di altre sostanze gassose. E proprio dell'atmosfera il fenomeno dell'effetto serra, dove alcune molecole riescono a trattenere e riflettere al suolo l'energia termica emessa dalla superficie, mantenendo così elevate le temperature. L'effetto serra, in misura adeguata, è fondamentale per il pianeta; infatti senza questo scudo termico, la temperatura media della superficie terrestre sarebbe di circa -18°C, e non sarebbe possibile la vita.

L'atmosfera, in base a parametri quali temperatura, pressione e densità, si divide in:

Zone Caratteristiche
Omosfera Alta 100 chilometri e con composizione simile a quella nei pressi del suolo.
Eterosfera Oltre i 100 chilometri, ha diverse composizioni

Più precisamente, e più solitamente, la distinzione si ha tra:

Zone Caratteristiche
Troposfera fino a 7 km sui poli e 18 sull'equatore, è qui che si verificano quasi tutti i fenomeni atmosferici
Stratosfera da 7-18 km a 30-60 km di altezza
Mesosfera da 30-60 km a 80-100 km di altezza
Termosfera da 80-100 km in poi

Le sfere sono separate da punti di discontinuità indicate con tropopausa, stratopausa e mesopausa.
Altre zone identificate sono:

Zone Caratteristiche
Ionosfera Comprende parte di mesosfera e di termosfera, dove ioni ed elettroni si stratificano in modo diverso durante notte e giorno, riflettendo le onde elettromagnetiche.
Magnetosfera le particelle cariche restano confinate dentro linee di forza del campo magnetico terrestre (Fasce di Van Allen) producendo le aurore polari.
Esosfera Oltre i 1000 km, composta da plasma e fuori il campo gravitazionale terrestre.

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La biosfera

Il termine biosfera indica una fascia spessa una ventina di chilometri nella quale si svolge la vita sul pianeta Terra, compresa tra le cime più alte ed i fondali più depressi dove pressione, temperatura ed umidità consentono la sopravvivenza in equilibrio precario di esseri che nuotano, volano, corrono, scavano, saltano, strisciano, si nutrono, si riproducono,ecc.

L'estensione di questa fascia, quindi, è fatta corrispondere all'estensione dell'idrosfera, a testimonianza che la vita come la conosciamo ha la necessità dell'acqua. Tuttavia anche l'atmosfera gioca un ruolo essenziale bloccando i raggi dannosi, e tutta la litosfera consente l'emissione del calore necessario alla vita, quindi la biosfera dovrebbe abbracciare l'intero pianeta. L'ecosistema è in continua variazione, sia per cause naturali quali eruzioni vulcaniche, sia per cause artificiali come quelle indotte dall'uomo, ad esempio con il disboscamento nella foresta dell'Amazzonia.

La Terra è l'unico pianeta conosciuto ad ospitare forme di vita. Le forme di vita sono divise in biomi, contenenti flora e fauna dello stesso tipo. I biomi dei cerchi polari sono quasi privi di forme di vita, mentre la maggior parte della biodiversità è presente all'interno del bioma corrispondente all'equatore. L'evoluzione degli equilibri tra questi biomi, dipende da molti fattori tra i quali i comportamenti degli esseri viventi. Gaia, il pianeta che vive, continua la sua evoluzione in base ai comportamenti posti in essere dai suoi stessi abitanti.

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I moti terrestri
Per gli antichi non era facile capire che la Terra si muove da Ovest verso Est, perché quando ci mettiamo con il naso all'insù la cosa che sembrerebbe più ovvia è che tutto il resto del cielo si muove da Est verso Ovest.
Ogni 24 ore circa, giorno e notte si alternano. Ogni circa 365 giorni rivediamo le stesse stelle e passiamo attraverso le stesse stagioni. I motivi, oggi lo sappiamo, sono dovuti ai movimenti della Terra e non delle stelle né del Sole. Oltre ai più famosi movimenti, rotazione e rivoluzione, la Terra ne compie anche altri che, tuttavia, hanno effetto soltanto in tempi che per l'uomo sono lunghissimi.
Il moto della Terra nello spazio è in realtà complicatissimo: ruota su sé stessa, ruota intorno al Sole ed insieme ad esso si muove intorno al centro Galattico. Inoltre, insieme alla Galassia, si muove verso altri ignote e sconosciute mete.
La comodità di analisi induce, tuttavia, a spezzettare il moto terrestre nelle sue parti più semplici e fondamentali, quindi si parla di rotazione, rivoluzione e precessione, generalmente.

LA ROTAZIONE TERRESTREHyperLink
La Terra ruota su sé stessa in un periodo di 23 ore 56 minuti e 04 secondi, o anche 86164 secondi che per determinare il tempo viene arrotondato a 24 ore. La circonferenza terrestre è 40.074 e la velocità di rotazione all'equatore è quindi pari al rapporto tra circonferenza e secondi, ovvero 465,1 m/s, percorsa da Ovest verso Est. Ovviamente la velocità di rotazione al polo è invece nulla. La velocità lineare infatti è legata alla latidutine: è massima all'equatore (come detto, 465,1 metri al secondo) e nulla ai poli. Con il diminuire della velocità lineare diminuisce anche la forza centrifuga.
La velocità angolare è invece identica a qualsiasi latitudine, visto che ogni punto appartenente ad una stessa longitudine compie lo stesso giro nella stessa unità di tempo (ciò non accade per i corpi non solidi, come ad esempio il Sole dotato di rotazione differenziale). 
I luoghi della Terra compiono nello stesso periodo di tempo un percorso di lunghezza diversa in base alla latitudine considerata, quindi anche la velocità di rotazione varia da latitudine a latitudine. L'effetto di Coriolis è quello per il quale corpi che si muovono lungo un meridiano nell'emisfero Nord vengono deviati verso destra, mentre nell'emisfero Sud verso sinistra.

La Terra rallenta con un ritmo di circa 2 millesimi di secondo ogni secolo, il che è dovuto probabilmente alle forze di marea della Luna che frenano la Terra. La Luna, infatti, ruota un po' più velocemente di quanto non faccia per orbitare intorno alla Terra ma si tratta di una differenza che con il tempo (tanto tempo, dal nostro punto di vista) è destinato a sparire.

La rotazione è il moto con il quale un pianeta ruota su sé stesso, intorno al suo asse di rotazione.

Legati alla rotazione ci sono i fenomeni legati alle giornate ma anche fenomeni fisici del pianeta. Partendo dall'ultimo tipo di conseguenze, balza agli occhi la forma della Terra, una forma sferoidale oblata (chiamata geoide) schiacciata ai poli ed allargata alla fascia equatoriale. La forma è proprio indotta dalla rotazione terrestre.
La conseguenza più ovvia e visibile da tutti della rotazione è, tuttavia, l'alternarsi del giorno e della notte. In base alla rotazione infatti è calibrata la durata del giorno, imposta a 24 ore anche se non è proprio precisissima. La faccia rivolta al Sole avrà il giorno, quella nascosto avrà la notte. La durata relativa tra giorno e notte, invece, dipende dall'inclinazione dell'asse terrestre rispetto al piano dell'eclittica ed è legata al movimento di rivoluzione.

Rotazione terrestre e gravità
Un'altra implicazione della rotazione terrestre è legata alla forza di gravitàHyperLink.La forza centrifuga all'equatore (forza espressa in Newton che agisce su un grammo massa, in rotazione insieme alla Terra) è pari a 0,03392 m/s2, che - confrontato con l'accelerazione di gravità pari a 9,81 m/s2 - rappresenta soltanto lo 0,346%. La gravità all'equatore è quindi ridotta dalla rotazione, ma solo di circa un terzo percento. Inoltre, all'equatore ne viene modificata la direzione: invece di essere diretta verso il centro della Terra è un po' inclinata verso l'equatore. Ne segue una curiosa conseguenza: se la gravità tende a convergere verso l'equatore, dovrebbe accadere che una parte di acqua e di materiale terrestre scivoli verso l'equatore sia dall'emisfero nord sia dall'emisfero sud, quasi a creare una collinetta proprio in prossimità dell'equatore. Quando la pendenza di questa collinetta viene a pareggiare la direzione modificata della forza di gravità, questo flusso di materiale viene infine bloccato. Sembra un discorso un po' astruso ma in realtà non è così: pensate infatti al rigonfiamento della Terra all'equatore e vi renderete subito conto che la collinetta è bella che presente sul nostro pianeta. Grazie al rigonfiamento, infatti, la superficie terrestre è sempre perfettamente perpendicolare all'effettiva forza di gravità. Giove, con un raggio pari ad 11 raggi terrestri ma con un tempo di rotazione di appena 10 ore, ha una forza centrifuga molto maggiore e la conseguenza è uno spostamento della direzione più marcato, il che rende necessario un rigonfiamento equatoriale di Giove più marcato rispetto a quello terrestre, come infatti è (del 6,5% circa).

La rotazione della Terra, alla quale ci si riferisce anche con il termine moto diurno dal momento che dalla sua durata origina il giorno, ha un verso che ovviamente è univoco e va da Ovest verso Est intorno al proprio asse, con la conseguenza che gli astri passano davanti ai nostri occhi muovendosi da Est verso Ovest in quello che è definito moto apparente degli astri. In effetti non sono loro a muoversi, ma la Terra. Tuttavia, anche questo verso è del tutto soggettivo. Un osservatore che si trova al Polo Nord, infatti, vede le stelle passare da Est ad Ovest così come descritto: la Terra ruoterebbe in senso antiorario ed i corpi celesti passerebbero in senso orario. Un osservatore posto al Polo Sud, invece, guarderebbe la Terra dal basso verso l'alto, ed il suo moto gli apparirebbe in senso orario, con la conseguenza che i corpi celesti si muoverebbero in senso antiorario da Ovest verso EstHyperLink.

LA RIVOLUZIONE TERRESTREHyperLink

La rivoluzione è il moto che i corpi celesti percorrono intorno ad un centro di massa in grado di attrarli gravitazionalmente.

A lungo questo movimento è stato ignorato, sia per dogma di fede sia per mancanza di strumentazioni adatte a capire che in effetti è la Terra a ruotare intorno al Sole. Anche oggi, se ci dovessimo basare su ciò che vediamo, avremmo difficoltà a dire se è il Sole che si muove o la Terra. Del resto l'errata interpretazione a qualcosa è servita, altrimenti Dante non avrebbe mai chiuso la Divina Commedia con la meravigliosa frase "l'Amor che move il Sole e l'altre stelle" per rivolgersi a Dio.
Passando dal sistema geocentricoHyperLink, classico cattolico, a quello eliocentricoHyperLink, più scientifico e dovuto essenzialmente a Copernico e Galilei, si è arrivati dapprima a capire perfettamente, con Keplero, il movimento dei pianeti e poi a trovarne le leggi in grado di descriverlo con Newton e Einstein.

La rivoluzione terrestre è quindi il moto ellittico (in realtà l'ellisse è appena accenata visto che l'eccentricità dell'orbita è soltanto 0,017) che la Terra, come gli altri pianeti del Sistema Solare, percorre intorno al Sole, il quale occupa uno dei fuochi dell'ellisse (prima legge di Keplero). Sappiamo che il moto terrestre accelera in prossimità del perielio e decelera in prossimità dell'afelio (seconda legge di Keplero)HyperLink.
Durante il suo movimento, effettuato ad una media di 30 km/s, un osservatore terrestre vedrà il Sole muoversi nei vari periodi dell'anno, passando da una costellazione ad un'altra esattamente come se fosse il Sole a muoversi rispetto alla Terra e rispetto alle stelle fisse. In realtà, il Sole è fermo rispetto alla Terra ed anche rispetto alle stelle che fanno da sfondo, quindi il suo è un moto apparente.
Orbitando da Ovest ad Est, in senso orario, anche il movimento del Sole sembrerà andare da Ovest ad Est (non ci stiamo riferendo al movimento giornaliero del Sole, che per l'emisfero boreale sorge ad Est e tramonta ad Ovest, ma del movimento annuale).
Questa direzione è definita come moto diretto, mentre una rivoluzione in senso inverso viene detta moto retrogrado. L'inclinazione dell'eclittica rispetto all'asse di rotazione terrestre è di 66° 34', che si traduce in una inclinazione di 23° 26' dell'eclittica rispetto all'equatore (obliquità). Ai primi di luglio la Terra si trova in afelio, mentre ai primi di gennaio si trova in perielio, quindi non è vero che quando la Terra è più vicina al Sole fa più caldo, dipendendo dall'inclinazione dell'asse di rotazione.

Si è accennato al caldo ed al freddo, ed infatti dalla rivoluzione derivano altre importanti conseguenze. Una è legata alla durata dell'anno, visto che la rivoluzione viene compiuta in circa 365 giorni e 6 ore circa. Le sei ore vengono recuperate ogni quattro anni, nell'anno bisestile aggiungendo il ventinovesimo giorno al mese di Febbraio.
Altra fondamentale conseguenza è data dall'alternarsi delle stagioni: l'inclinazione dell'asse terrestre e dell'orbita terrestre rispetto al piano dell'eclittica fanno in modo che i raggi del Sole non colpiscano perpendicolarmente sempre l'equatore terrestre, cosa che si avrebbe se la Terra avesse una inclinazione assiale pari a 0° ed una inclinazione rispetto all'eclittica pari a 0°. La perpendicolarità all'equatore si ha soltanto in due punti dell'orbita, corrispondenti agli equinozi. Tra un equinozio e l'altro, il Sole colpirà perpendicolarmente prima un emisfero e poi un altro, determinando l'estate nell'emisfero che accoglie i raggi in maniera perpendicolare.

LA PRECESSIONEHyperLink
Nel 128 a.C. Ipparco da Nicea notò che tutte le stelle avevano subito una variazione posizionale di 2° di longitudine rispetto alle misurazioni effettuate un secolo e mezzo prima. Il fenomeno, stimato allora in 45'' annui, venne chiamato precessione.

La precessione è un movimento conico molto lento, effettuato dall'asse di rotazione terrestre attorno ad una posizione media corrispondente ad una direzione normale rispetto al piano dell'eclittica.

Nella pratica, l'attrazione gravitazionale che sulla Terra esercitano Sole e Luna agisce sul rigonfiamento terrestre a livello di equatore, con la conseguenza che l'asse di rotazione terrestre, pur mantenendo la propria inclinazione rispetto all'eclittica nel lungo periodo, compia attorno all'asse della stessa un movimento tipico di una trottola, descrivendo un cono rovesciato con angolo di circa 23°26' percorso in 25.800 anni circa. In pratica, prolungando l'asse terrestre verso l'alto potremmo verificare che questo disegna sulla sfera celeste una ellisse, proprio come il movimento di una trottola che gira.

Il risultato della precessione è che il punto in cui l'eclittica interseca l'equatore celeste varia, e dal momento che il punto di intersezione è il punto di equinozio ne deriva che l'equinozio stesso varia. Per tale motivo, il processo viene chiamato precessione degli equinozi. Per la precisione, si tratta di un moto retrogrado, nel senso che la sua direzione è opposta a quella del moto apparente del Sole ed è proprio per questo che si parla di "precessione": l'equinozio di un anno non si verifica dopo un anno preciso rispetto al precedente, ma una frazione di tempo prima. Il periodo di questo processo è ancora di 25.800 anni, pari (con i calcoli più precisi di quelli di Ipparco) a 50'',25 annui.
Una delle conseguenze più evidenti è la disposizione delle costellazioni zodiacali: nel momento in cui fu determinato il punto di intersezione tra eclittica ed equatore (punto di quinozio), questo era nella costellazione dell'ariete, da cui il nome di punto di ariete. Da allora, 2100 anni fa più o meno, la retrogradazione del nodo è stata di circa 25° ed oggi il punto di ariete è in realtà occupato dalla costellazione dei Pesci. Per questo si siano sostituite le costellazioni zodiacali con i segni zodiacali, caselle fittizie di 30° di ampiezza stabilite soltanto per mantenere il nome dato in passato. Il punto di ariete compie un giro completo di eclittica in 25.800 anni, proprio la durata della precessione dal momento che è legato ad essa.
L'impatto di un cambio di direzione dell'asse terrestre, inoltre, fa si che i riferimenti sulla sfera celeste vengano spostati leggermente (per la Terra è 1 giorno ogni 71,6 anni)HyperLink.

Dal punto di vista temporale, invece, la precessione degli equinozi determina la differenza tra anno sidereo ed anno solare: l'anno solare è calcolato in base al passaggio del Sole sul punto di ariete, ma visto che questo, anno dopo anno, anticipa di 20 minuti circa, l'anno solare dura meno rispetto all'anno sidereoHyperLink.

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A cura di
Stefano Capretti
Ultima modifica: 27/08/2010 Il sito è stato visitato 415015  volte
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